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La querelle sullo stadio

Stadio a Sesto? Sala si sfoga: "A me Milan e Inter hanno scritto altro"

Il post su Instagram di Sala dopo un'indiscrezione giornalistica secondo cui Milan e Inter starebbero pensando a Sesto San Giovanni per il nuovo impianto

Duello a distanza tra il sindaco di Milano Beppe Sala e le due squadre di Milano sullo stadio di San Siro. Motivo del contendere, l'apertura della Gazzetta dello Sport di martedì mattina, secondo cui Milan e Inter sono sulla strada di lasciare il quartiere di San Siro e guardare altrove per realizzare il nuovo impianto. Non una novità. Se ne (ri)parla da un po', ma stavolta Sala si è arrabbiato. E ha postato su Instagram lo screenshot di una lettera delle società, di una settimana fa, stando a cui i club stavano e stanno "predisponendo il dossier di progetto" indispensabile per avviare il dibattito pubblico.

"Delle due l'una. O la Gazzetta è solo alla ricerca del 'titolo', oppure le squadre a me dicono una cosa (anzi la scrivono) e ad altri danno una versione diversa. Avendo tra le mani un atto ufficiale voglio pensare di più alla prima ipotesi", scrive Sala su Instagram. E conclude: "In ogni caso vorrei però dire a tutti che in questo difficile momento storico l’amministrazione comunale ha anche molto altro a cui pensare".

Due alternative

C'è anche la possibilità che i club si stiano tenendo aperte due vie contemporaneamente. La prima è il proseguimento dell'attività calcistica a San Siro, di qui la predisposizione del dossier, senza cui il dibattito pubblico (obbligatorio per legge nazionale e chiesto insistentemente dai Verdi) non può iniziare. La seconda via, intanto, è l'elaborazione del Piano B, che potrebbe verosimilmente essere l'area ex Falck a Sesto San Giovanni.

Il rendering "amazzonico"

A lungo Sala aveva provato a convincere i club a ristrutturare il Meazza anziché abbatterlo e costruire un altro stadio, ma poi, nella prima riunione di giunta dopo la rielezione del 2021, aveva confermato l'interesse pubblico sullo stadio nuovo, affermando che non vedeva altri margini di trattativa. A dicembre i club avevano reso pubblico il nuovo rendering, con la scelta del progetto di Populous (un rendering molto contestato: sembrava immerso nella foresta amazzonica).

Quelli del no

Molti, però, continuano a sottolineare che si spenderebbe molto meno ristrutturando il Meazza, ottenendo comunque benefici in termini di maggiori ricavi, e questo salverebbe anche il parco dei Capitani che, altrimenti, verrebbe 'fagocitato' dal nuovo stadio. E così sono partiti i ricorsi al Tar, i due referendum, la procedura del dibattito pubblico (che in realtà non si è ancora avviato) e le aaudizioni nelle commissioni culturali. Tutti ostacoli per Milan e Inter che, finora, sulla necessità di uno stadio nuovo di zecca non hanno cambiato idea.

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