Saluti romani e canti fascisti davanti alla libreria Altaforte: "Fuori i fascisti dalle città"

La libreria di nuovo al centro delle polemiche. Gli antifascisti: "Fuori dalla nostra città"

Le presenze fuori dalla libreria

In venti, trenta al massimo. Tutti insieme nel parcheggio, spalla a spalla. Il braccio teso che sembra lasciare poco spazio ai dubbi. E il coro intonato a voce alta che cancella anche qualsiasi ultima perplessità: "Me ne frego è il nostro motto, me ne frego di morire. Me ne frego di Togliatti e del sol dell'avvenire". 

VIDEO. Cori fascisti e saluti romani davanti alla libreria Altaforte

Ecco le cartoline da Cernusco sul Naviglio, nel Milanese. Precisamente dallo spiazzo fuori dalla libreria Altaforte, il locale aperto a inizio novembre da Francesco Polacchi, imprenditore ex segretario nazionale di Blocco Studentesco e molto vicino a CasaPound, per sua stessa ammissione. 

Video | Cernusco, in piazza contro la libreria Altaforte

Proprio davanti a quella libreria, sabato pomeriggio, si sono radunate una trentina di persone, tra saluti romani, inni e cori da stadio. L'appuntamento doveva in realtà servire per la presentazione di un libro sulla storia di un gruppo ultras. "Succede a Cernusco: da quando è aperta la libreria Altaforte è possibile vedere gruppi di ultras e neo fascisti fare saluti romani per le  vie della città", la denuncia del gruppo antifascista Martesana Libera, che ha pubblicato sui propri social le immagini dell'accaduto. "Questi video si commentano da soli. Attendiamo una presa di posizione urgente da parte dell’amministrazione comunale! Fuori i fascisti delle nostre città", hanno concluso. 

Chi è Francesco Polacchi, il proprietario di Altaforte

Lo scorso 5 dicembre a Cernusco era andato in scena un doppio sit-in. Da un lato proprio Martesana Libera e altre sigle che avevano chiesto a gran voce la chiusura della libreria, considerandola un presidio dell'estrema destra, e dall'altro Polacchi e i compagni - con la presenza di politici di Lega e Fratelli d'Italia - che avevano rivendicato la "libertà di espressione" utilizzando una frase di Ezra Pound, il poeta americano che da sempre ispira l'azione di CasaPound. 

Polacchi - che a Milano è finito a processo due volte, una per i saluti romani al corteo per Ramelli del 2019 e una per il blitz di CasaPound a palazzo Marino del 2018 - a Cernusco aveva già aperto in passato un negozio di Pivert, la sua marca d'abbigliamento. Poi, nella prima settimana di novembre, era arrivata anche Altaforte, che edita il "Primato Nazionale" e che era stata allontanata dal Salone del libro di Torino dopo che lo stesso Polacchi in una intervista radio si era definito "fascista". Lì avrebbero dovuto presentare il libro del segretario della Lega, Matteo Salvini, e proprio Polacchi aveva visto nell'esclusione un attacco all'ex ministro dell'Interno.

 Sabato, dopo qualche giorno di apparente calma a Cernusco,  stata scritta una nuova pagina della storia. 
 

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