"Muffe nei pasti dei pazienti e scarafaggi": cucina del Pini chiusa e lavoratori in protesta. L'ospedale: "È falso"

Dopo la chiusura di Ats, giovedì mattina un presidio vede i lavoratori protestare contro le condizioni sempre peggiori in cui sono costretti a operare. L'ospedale: "Criticità non attengono alla preparazione dei pasti"

Il presidio dei lavoratori (foto Cub Milano)

La cucina dell'ospedale chiusa e i lavoratori in presidio. Questa, giovedì 24 settembre, la situazione al Gaetano Pini di piazza Cardinal Ferrari, vicino a Crocetta. "Lunedì scorso durante un controllo di Ats - riferisce il sindacalista Cub (Confederazione unitaria di base) Mattia Scolari - sono stati trovati scarafaggi nei locali della cucina e muffa all'interno dei cibi". L'ospedale però smentisce tutto sostenendo che la chiusura della cucina sia avvenuta "per aspetti legati alla manutenzione ordinaria della cucina e alla presenza di scarti alimentari destinati allo smaltimento".

Il gioco al ribasso sulla pelle dei lavoratori

A quel punto la cucina è stata chiusa e i pasti per i degenti vengono temporaneamente fatti arrivare da un'azienda esterna. "Da mercoledì scorso - continua Scolari - ai lavoratori è stato detto di preparare i carrelli con i pasti che arrivano dall'esterno in cortile, per poi portarli nei reparti. Noi abbiamo contestato questa carenza igienica gravissima e ora i carrelli vengono fatti preparare all'interno, ma comunque, pieni, devono essere trasportati attraverso il cortile per arrivare ai diversi pazienti".

Questo quadro di disagio si inserisce però in un più ampio contesto di difficoltà che i lavoratori impegnati nelle attività di sanificazione, pulizia e preparazione dei pasti dei degenti stanno affrontando negli ultimi anni. "C'è un gioco al ribasso - spiega il sindacalista - perché a ogni cambio di appalto (i servizi di pulizia e sanificazione vengono appaltati a società esterne attraverso bandi pubblici, ndr) e al conseguente sconto di 500mila euro l'anno circa si registra un taglio nell'orario e nello stipendio dei lavoratori, i quali però hanno mansioni via via crescenti vista la situazione epidemica".

L'ultimo appalto è stato vinto dalla società bolzanina Markas srl ma al momento i lavoratori ignorano quale possa essere il loro destino. "Paradossalmente - continua Scolari - a  due settimane dal cambio dell'azienda appaltatrice (il 15 ottobre), non si è ancora a conoscenza delle modalità attraverso cui verrà riorganizzato il lavoro in funzione del taglio degli orari. Anche l'ospedale, con il quale abbiamo avuto un incontro la settimana scorsa e che abbiamo contattato telefonicamente mercoledì ha detto di non sapere nulla".

La replica dell'ospedale: "Smentiamo categoricamente"

L'Asst Gaetano Pini-Cto smentisce la presenza di muffe nei pasti e di scarafaggi nella cucina del presidio e precisa: "Le criticità rilevate dall’Ats, nel corso di un’attività programmata, non attengono alla fase di preparazione dei pasti, ma ad aspetti legati alla manutenzione ordinaria della cucina e alla presenza di scarti alimentari destinati allo smaltimento. L’Asst ha adottato gli opportuni provvedimenti e ha predisposto immediatamente un servizio catering con pasto veicolato da un centro cottura esterno, sia per i degenti sia per i dipendenti, tramite una ditta titolare del servizio di ristorazione presso gli altri presidi aziendali. Si prevede la riapertura della cucina già nei primi giorni della prossima settimana".

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