L'appello ai milanesi dei riders in sciopero: "Vi chiediamo di non ordinare questo weekend"

L'appello sui social dei riders che da giorni lottano per i loro diritti. Le loro parole

Il corteo di martedì sera in centro

Essenziali, ma sfruttati. In strada, ma praticamente invisibili. Fondamentali, ma ignorati. Di sicuro, arrabbiati. Non si ferma la protesta dei riders di Milano, i fattorini delle compagnie di delivery che da giorni stanno scioperando per chiedere, pretendere, condizioni di lavoro migliori. 

La miccia si è accesa venerdì scorso, con il primo stop, e la bomba è deflagrata in questa settimana, con i riders che ogni giorno hanno dato vita a picchetti, sit-in, cortei, "bicilettate" spontanee di protesta, riuscendo a far chiudere alcuni ristoranti e a paralizzare le consegne in tutta la città. A far esplodere la loro rabbia è stato il nuovo contratto firmato dalle società del delivery - su tutte Glovo, Deliveroo, Just Eat e Ubereats - e un sindacato: quell'accordo, proprio a detta dei fattorini, peggiorerebbe ulteriormente le loro già precarie condizioni di lavoro trasformando le paghe in miseria, con cifre di 1.30 euro a delivery. 

Venerdì, nel primo giorno di lockdown per Milano, con i ristoranti sono chiusi al pubblico, i riders hanno deciso di rivolgersi direttamente ai cittadini, quegli stessi cittadini che a marzo - durante la prima serrata - avevano raggiunto in ogni angolo della città con le consegne mettendo a rischio la loro stessa salute. La richiesta è una, semplice: unirsi in qualche modo alla loro protesta. 

Sciopero consegne a Milano: "Non ordinate"

"Oggi inizia il lockdown. Milano è zona rossa. Noi rider ci troviamo di fronte ad una doppia emergenza. Siamo tra i più esposti all'emergenza sanitaria in quanto siamo stati riconosciuti dal Governo come lavoratori di un servizio essenziale, ma siamo anche in piena mobilitazione perché le piattaforme ci hanno abbassato le paghe mentre ci tolgono equo compenso, tutele e diritti. Fino a domenica quindi non consegneremo. La protesta dei rider continua", hanno fatto sapere i manifestanti attraverso Deliverance Milano, un collettivo di riders precari.

"Sciopero in tutta la città! Chiediamo a tutti i clienti di non ordinare, ai cittadini di non usare il servizio di consegne a domicilio - l'appello dei fattorini -. Invitiamo tutti i rider delle altre città e i clienti a fare lo stesso".

"Le piattaforme come Glovo, Deliveroo, Ubereats e Just Eat, ci sfruttano, ci lasciano senza diritti, ci trattano come schiavi. Pensano di poter giocare con le nostre vite, mentre qualche ricco fondo d'investimento estero investe su di loro. Noi diciamo basta ai ricatti e basta alle paghe da fame. La città è la nostra fabbrica e noi la blocchiamo. La metropoli è il nostro magazzino e noi la picchettiamo. Sciopero metropolitano, sciopero contro la gig economy. Scioperiamo i falsi contratti, scioperiamo le paghe a cottimo e questo modello di business tossico. Responsabilità e rischi di impresa non vengano scaricati ancora sui noi lavoratori. Se siamo lavoratori essenziali - hanno concluso - essenziali sono i nostri diritti". 

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