"Continui tagli sulla pulizia mettono a rischio lavoratori e pazienti": sciopero al Pini

Presidio indetto da Cub nella mattinata di mercoledì 25 novembre

Uno sciopero e un presidio all'ospedale Gaetano Pini. È quanto avviene nella mattinata di mercoledì 25 novembre. A inidire la mobilitazione la FlaicaUniti – Cub, che denuncia come "i continui tagli ai servizi di pulizia e ristorazione mettano a rischio lavoratori e utenza".

"Da più di un anno - si legge in una nota dell'organizzazione sindacale - cerchiamo di richiamare l’attenzione sui rischi insiti nelle gare di cambio appalto per i servizi di pulizia/sanificazione e ristorazione presso l’Asst Gaetano Pini/Cto. Entrambe le gare sono state aggiudicate all’azienda Markas con importanti ribassi economici: oltre 1,5 milioni di euro in meno in cinque anni per la pulizia/sanificazione, meno 650mila euro circa per la ristorazione".

A scioperare mercoledì sono i dipendenti degli appalti di pulizia e ristorazione del Pini, che chiedono fondi per riportare i loro contratti di lavoro agli orari precedenti, turni senza orari spezzettati - al momento, dicono, hanno pause non retribuite anche di tre ore -, e uno stop da parte di Regione Lombardia alla logica degli appalti al ribasso che riducono servizi essenziali per i degenti e costringono i lavoratori ad avere stipendi sempre più ridotti.

"Il 16 Ottobre - continua il sindacato - dopo vari rinvii a causa dell’emergenza covid, l’azienda Markas è subentrata negli appalti al Gaetano Pini e, per salvaguardare il suo profitto, ha tagliato dell’8% le ore dei lavoratori della ristorazione e di ben il 30% per quelli delle pulizie! Una vera vergogna! In questo modo si mette a rischio la sanificazione, perché diventerà impossibile avere abbastanza tempo per pulire l’intero ospedale e garantire un servizio di qualità!".

A fine settembre i lavoratori del Pini avevano già protestato contro le condizioni sempre peggiori in cui sono costretti a operare, dopo che Ats aveva chiuso la cucina dell'ospedale trovandovi "muffe e scarafaggi", secondo quanto aveva denunciato il sindacato. L'ospedale aveva poi sottolineato come le criticità non attenessero "alla preparazione dei pasti". Anche in quell'occasione gli aderenti alla protesta avevano denunciato il "gioco al ribasso sulla pelle dei lavoratori" in atto all'interno del nosocomio.

"Sembra che garantire un buon livello qualitativo dei servizi di un ospedale pubblico sia una questione di second’ordine - prosegue FlaicaUniti – Cub -. Eppure parliamo di servizi necessari per la cittadinanza, diventati tanto più essenziali e centrali durante il covid! (...) La stessa rappresentante dell’ospedale ha finalmente dichiarato che la riduzione delle ore non è coerente con le reali esigenze dell’Azienda Ospedaliera. Alla buon’ora!! La Markas, invece, non è disponibile a sedersi a un tavolo di confronto sindacale per risolvere i problemi, che sono tanti e che vanno oltre il taglio".

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