Niente consegne, picchetti, ristoranti chiusi, vie bloccate: la rabbia dei riders ferma Milano

Ennesima giornata di protesta dei riders, in lotta per avere più diritti. Il racconto

Parola d'ordine: "Rider strike, let's fight". E infatti lo sciopero dei riders, la battaglia dei riders, va avanti e l'onda che sta travolgendo Milano ormai da tre giorni ininterrotti sta riuscendo pian piano a fermare una parte di città. 

Giovedì, proprio come mercoledì e martedì, per tutto il giorno sono andati avanti picchetti, cortei improvvisati, "biciclettate" che hanno bloccato quasi totalmente le consegne sotto la Madonnina. Sempre lo stesso il motivo della rabbia: il nuovo contratto firmato dalle aziende del delivery e un sindacato che - a detta dei fattorini - peggiorerebbe ulteriormente le loro già precarie condizioni di lavoro trasformando le paghe in miseria. 

Il copione del 5 novembre è stato identico a quello dei giorni precedenti: i riders si sono riuniti spontaneamente in diversi punti della città - dalla Darsena al Duomo passando per la stazione, Loreto e corso Buenos Aires - e hanno bloccato gli incroci e fermato i colleghi che volevano effettuare le consegne. Due ristoranti - i McDonald's di via Dante e corso Lodi - sono stati addirittura costretti a chiudere proprio per l'impossibilità di effettuare delivery, hanno fatto sapere gli stessi manifestanti. Anche nell'ultima giornata non sono mancati piccoli momenti di tensione, soprattutto con i fattorini che avrebbero voluto lavorare e che sono stati "convinti" a desistere, con il cibo delle ordinazioni che è stato poi gettato in strada. 

"Milano si ferma, i rider neanche per sogno", hanno esultato i fattorini. "Scioperiamo perché il nuovo contratto, entrato in vigore il 3 novembre, peggiora le nostre condizioni di lavoro. I compensi per consegna si sono abbassati, arrivando fino alla ridicola tariffa base di 1.30 euro lordi con Glovo e non ci viene riconosciuta nessun tipo di tutela. Non vogliamo più essere sfruttati", hanno spiegato. E la lotta sembra stia già pagando. 

"In seguito alle manifestazioni organizzate in tutta Italia nell'ultima settimana, abbiamo avuto modo di confrontarci con Gabriele De Giorgi, il responsabile ai rapporti istituzionali di Uber Eats, che ha riscontrato un problema nel sistema del calcolo delle tariffe di consegna al quale ha promesso seguirà un successivo adeguamento strutturale. Vigileremo su quanto detto. Nel frattempo la società garantisce un bonus minimo di 2,50 € visibile a ogni consegna effettuata", hanno annunciato da Deliverance Milano, un collettivo di riders. "Dopo la comunicazione di ieri Glovo è tornata sui suoi passi e ha dichiarato la sua intenzione di riportare le tariffe ai livelli precedenti al nuovo contratto, giustificando i tagli come un errore di sistema e nel frattempo sono stati introdotti una serie di bonus temporanei come palliativo. Ciononostante, riders, non un passo indietro - l'appello finale -. Si continua con la mobilitazione fino a domenica".
 

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