Venerdì, 25 Giugno 2021
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La destra contro Mtm Teatro per gli sconti a chi sostiene il Ddl Zan

Comazzi, Fidanza e Sofo: «Via i finanziamenti pubblici»

Proporre uno sconto a teatro a chi sostiene un progetto di legge? «Ricorda certe pratiche in vigore durante il ventennio fascista». A dirlo è Gianluca Comazzi, esponente di Forza Italia (di area laica) in consiglio regionale e comunale. Motivo del contendere, l'idea di Manifatture Teatrali Milanesi (che gestisce il Litta, il Leonardo e la scuola Grock) di vendere i biglietti a 10 euro a chi si presenta in cassa con la scritta "Ddl Zan" sulla mano, mostrando quindi di sostenere e supportare il Ddl Zan contro le discriminazioni e l'odio.

Una "profilazione" che viene definita discriminatoria dagli ambienti politici ostili al progetto di legge. Secondo Comazzi, «è grave che alcuni cittadini godano di trattamenti di favore sulla base delle loro opinioni politiche. I teatri pubblici sono luoghi aperti a chiunque ami la cultura, a prescindere dalle sue convinzioni». E questo anche se esponenti di Forza Italia, come il parlamentare Elio Vito, sostengono apertamente il Ddl. 

La stessa posizione è stata espressa anche dai due eurodeputati Carlo Fidanza (Fratelli d'Italia) e Vincenzo Sofo (che ha lasciato la Lega quand'è entrata in maggioranza con Draghi). «L'idea è far pagare di meno purché la si pensi come la comunità Lgbt», affermano i due parlamentari europei milanesi: «Il pensiero dominante s'impone su tutto, anche sulla libertà di avere opinioni diverse. Uno sconto a teatro, di questi tempi, è un'iniziativa nobile purché sia estesa a tutti i cittadini. Anche a chi non intende sostenere un provvedimento inutile, visto che l'ordinamento italiano punisce già qualunque forma di violenza, e liberticida, dal momento che il Ddl Zan altro non è che un cappio stretto intorno a chiunque non sia in linea con i valori Lgbt».

Comazzi, Fidanza e Sofo vanno oltre e chiedono verifiche su Mtm, per capire se percepisce contributi pubblici («vanta sul proprio sito i patrocini del Ministero dei Beni Culturali e di Regione Lombardia», spiegano Fidanza e Sofo) ed eventualmente per togliere i finanziamenti in questione. Dal teatro nessuna replica ufficiale, per ora, ma viene fatto notare che l'iniziativa è tutto tranne che discriminatoria, visto che il Ddl Zan semmai combatte proprio le discriminazioni e i crimini d'odio.

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