Scanner per la febbre "h24" e trattamento dell'aria: a Milano la scuola anti covid

Il caso dell'istituto Zaccagnini, che ha ricominciato con le prove pratiche in aula

"Lezioni" riprese, studenti in classe e sicurezza massima. A Milano c'è una scuola "a prova di covid": è l'istituto Zaccagnini di via Crespi 9 - centro di formazione per ottici - che dopo il lockdown a causa dell'emergenza coronavirus ha riaperto le proprie porte. 

Nel periodo di isolamento forzato - durante il quale sono state svolte oltre 3mila ore di lezioni in diretta - la scuola ha apportato una serie di interventi strutturali per prepararsi alla riapertura e riaccogliere gli alunni. 

"È stato modificato il protocollo di pulizia e, in collaborazione con il medico del lavoro, è stato studiato un protocollo di prevenzione generale e uno specifico per le attività pratiche che caratterizzano i corsi dell’Istituto", spiegano dalla scuola. "Vengono sanificate di frequente le aule, vengono controllati gli accessi per contingentare le entrate e le uscite, a tutti viene misurata la febbre e le mascherine sono d’obbligo. A proposito della temperatura corporea, l’istituto Zaccagnini ha scelto di installare un termoscanner industriale, una camera termografica che permette di misurare la febbre a 30 persone insieme, 60 al minuto, connessa al sistema d’allarme delle sedi - sottolineano dall'istituto -. Qualora venisse rilevata la febbre, regolata a 37.2 per una maggiore sicurezza, le telecamere del sistema segnalano il problema e l’allarme suona. Il termoscanner è stato installato a pochi metri dal portone di ingresso per evitare che la temperatura possa essere falsata dalle condizioni atmosferiche esterne. Qui posizionato permette di misurare la febbre anche a chi passa davanti così da rilevare se studenti, docenti o altro personale mostra sintomi durante la giornata", in una sorta di controllo "h24" della febbre.

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"Per garantire un livello massimo di pulizia, superiore a quanto richiesto dalle normative, sono stati modificati gli infissi per permettere un ricambio naturale dell’aria in tutta la struttura. Sono state aperte finestre un tempo sigillate e sono state installate 21 macchine, una in ogni ambiente, sia a Milano che a Bologna - dove si trova l'altra sede -, per permettere un trattamento biologico dell’aria e sanificare complessivamente 2.940 metri cubi ogni ora, consentendo di prevenire eventuali infezioni". 
 

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