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Sgt, cento lavoratori lasciati fuori da un giorno all'altro: "Ci trattano come spazzatura"

A Peschiera Borromeo gli operai sono senza stipendio da due mesi, ma l'azienda non dà spiegazioni

"Lunedì (18 marzo, ndr) siamo andati a lavoro normalmente. Martedì abbiamo trovato dei bancali che bloccavano l'ingresso del magazzino. 'Qui non c'è lavoro', ci hanno detto. Ma noi siamo rimasti: abbiamo due mesi di stipendio arretrati e nessuno ci ha mai consegnato una lettera di licenziamento. Nessuno ci ha avvisati. Ci trattano come morti di fame, come topi. Siamo invisibili per loro". Questo il racconto di Cindy Cecchi, lavoratrice assunta dalla Rea Trasporti e Servizi Srl per conto del corriere espresso Sgt di Peschiera Borromeo, nel cui stabilimento lavora da 4 anni.

La disperazione degli operai

"Le famiglie lasciate senza un'entrata sono oltre 2000 in tutt'Italia - continua la donna -. La prossima settimana arrivano diverse scadenze, affitti da pagare. C'è gente disperata, tra cui madri con bambini piccoli da mantenere. C'è una donna di 60 anni che ogni giorno viaggia per due ore avanti e indietro con il treno da Brescia. Continua a venire anche adesso, nonostante non ci stiano pagando. Ognuno continua a seguire i propri turni, visto che una lettera di licenziamento non è mai arrivata".

Da un giorno all'altro i lavoratori di Sgt sono stati lasciati per strada. Ma nessun rappresentante, né del corriere né dell'azienda appaltatrice che li ha assunti, ha incontrato gli operai per spiegare qual è la situazione, quando verranno corrisposti Tfr e stipendi arretrati e cosa li aspetta nei prossimi mesi. Un intervento è stato chiesto anche alla prefettura il 21 marzo. Nel frattempo Cgil sta cercando di mediare tra le parti. Secondo quanto riferito dagli operai, la situazione è dovuta al fatto che Sgt avrebbe siglato accordi con il corriere Sda, ma quest'ultimo avrebbe rifiutato di assorbire gli operatori che in un primo tempo avrebbe promesso di assumere.

Sgt Peschiera-2 (Un muletto per bloccare le merci in uscita, foto da Cindy Cecchi)

Lo sciopero

"Oggi (il 22 marzo, ndr), la situazione è più tesa - continua Cindy Cecchi -. I lavoratori hanno bloccato l'uscita delle merci con camion e muletti. Finché non verremo pagati e non riceveremo la lettera di licenziamento, non deve uscire nulla dal magazzino. Chiediamo soltanto di venire trattati umanamente - specifica la lavoratrice, che ha anche una bimba piccola -. Continueremo a manifestare pacificamente finché non avremo quello che ci spetta. Vogliamo solo giustizia".

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