Venerdì, 14 Maggio 2021
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Inchiesta a Milano su insulti a Silvia Romano: al vaglio tutti i post minatori sui social e le lettere

La ragazza si è detta 'serena' nonostante le tante ingiurie

Foto Ansa

È in corso l'indagine della procura di Milano sui numerosi insulti e minacce nei confronti di Silvia Romano, la cooperante milanese di 24 anni rapita in Kenya il 20 novembre 2018, nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi, mentre lavorava per la onlus 'Africa Milele', e liberata nei giorni scorsi. Mentre post sui social e anche alcune lettere sono al vaglio del pubblico ministero e del Ros, la ragazza si è detta serena malgrado i messaggi minatori ricevuti.

Silvia Romano, no, non andrà tutto bene

Nel pomeriggio di martedì la 24enne milanese è stata sentita dal responsabile dell'antiterrorismo di Milano Alberto Nobili che coordina l'indagine affidata al Ros. L'inchiesta al momento vede la raccolta e il vaglio di tutti i messaggi minatori, non solo i post sui social ma anche alcune lettere. Inquirenti e investigatori hanno sentito anche la madre della giovane.

Intanto le forze dell'ordine stanno valutando se assegnare o meno alla ragazza una qualche forma di tutela, una sorta di scorta. La decisione finale spetterà alla Prefettura che, in caso di parere positivo, dovrà anche scegliere se optare per la tutela fissa, con le forze dell'ordine stabilmente sotto la sua abitazione, o mobile.

Ad alzare la propria voce in difesa di Silvia Romano è stato l'ordine degli psicologi della Lombardi, dicendo che "gli attacchi sono un grave pericolo per lei", ricordando come Silvia sia "vittima di un rapimento, un evento traumatico estremo" e sottolineando "l’importanza di rispettare, anche con un opportuno silenzio, il momento che Silvia sta attraversando".

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