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Operai condannati per picchetto, la protesta: "Colpito diritto di sciopero"

Le motivazioni del verdetto con cui i lavoratori sono stati condannati

Depositate le motivazioni che hanno portato alla condanna per violenza privata di quattro sindacalisti del 'SiCobas' che erano presenti, quasi quattro anni fa, ad un 'picchetto' di protesta, insieme a decine di lavoratori, davanti ai cancelli della sede di Dhl di Settala, nel Milanese.

La "formazione di una barriera umana composta da decine di soggetti" è "dotata di una carica intimidatrice non trascurabile", si legge tra le ragioni del verdetto del Tribunale di Milano. Verdetto che viene fortemente criticato dai rappresentanti del Sicobas e del centro sociale milanese 'Vittoria', che in una conferenza stampa hanno definito la sentenza punitiva rispetto alle "lotte sindacali dei lavoratori e il diritto di sciopero".

A processo erano finiti anche molti lavoratori dell'azienda logistica e alcuni membri dei centri sociali che avevano preso parte al picchetto di protesta, ma che sono stati tutti assolti. Insieme ai quattro sindacalisti invece sono stati condannati anche alcuni esponenti del 'Vittoria'. Le pene previste vanno da un anno e 8 mesi a due anni e 6 mesi.

Il processo

L'accusa aveva chiesto l'assoluzione per tutti. Ma, evidentemente, l'idea del giudice era decisamente diversa. Sindacalisti e membri del 'Vittoria' infatti sono stati giudicati colpevoli dalla sesta sezione penale del tribunale di Milano. Il picchetto di protesta del 19 marzo 2015 si era tenuto fuori dai cancelli della Dhl di Settala per chiedere condizioni di lavoro migliori e il riconoscimento dei diritti previsti dal contratto nazionale. 

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