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«Riscrivere la legge regionale sulla sanità»: la lettera di 81 sindaci del Milanese alla Regione

La missiva è stata firmata da sindaci di varie provenienze politiche

Ottantuno sindaci della Città metropolitana di Milano (di centrosinistra e centrodestra) firmano un appello rivolto a Regione Lombardia e Anci Lombardia chiedendo di aprire un tavolo e riscrivere in maniera sostanziale e condivisa la legge numero 23 del 2015 sul sistema sociosanitario lombardo.

In questi mesi di emergenza Covid, i Comuni non sono sempre riusciti a fornire sluzioni concrete e a tutelare appieno le persone. «Abbiamo le mani legate per molti aspetti», scrivono i primi cittadini nella lettera: «Tanto ci viene chiesto ma così poco a volte possiamo fare». E chiedono la possibilità di partecipare alla riprogettazione del sistema sanitario lombardo.

La legge in questione si proponeva obiettivi in relazione al fatto che negli anni l'età media dei cittadini si è alzata e sono aumentati i pazienti cronici. Ma «ha smantellato» la rete di sanità territoriale che è stata in un certo senso il "collo di bottiglia" del sistema, durante la prima ondata di Covid e in parte anche ora. I sindaci chiedono che la conferenza dei sindaci, che li rappresenta davanti alla Regione, abbia un peso nelle decisioni che riguardano l'assistenza socio-sanitaria dei Comuni.

Pertanto chiedono la revisione della legge in modo che alla conferenza dei sindaci sia assegnato il parere vincolante sul piano socio-sanitario locale delle aziende ospedaliere, e che la stessa conferenza possa dare il suo assenso alle nomine dei direttori generali delle Asst, in capo alla giunta regionale.

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