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Sala Venezia (foto Ig/instagab)

Sala Venezia (foto Ig/instagab)

Il sindaco si impegna a salvare la Sala Venezia

"Troveremo una soluzione", scrive sulla sua pagina Instagram

Dopo l'appello per salvare dalla chiusura la Sala Venezia, storica balera di Milano, e la petizione online che a oggi ha raccolto oltre 10mila firme, è il sindaco Beppe Sala a pronunciarsi sulla vicenda promettendo di impegnarsi a trovare una soluzione.

"Tanti milanesi, giovani e meno giovani, mi hanno chiesto di intervenire su Sala Venezia - ha scritto il primo cittadino sulla sua pagina Instagram -. Si tratta di uno stabile che non è nostro, ma del Ministero dell’Interno e in uso alla Questura. A prescindere da ciò, come il Comune può aiutare? Possiamo provare a offrire alla Questura un nostro spazio, alternativo a quello occupato da Sala Venezia".

"Anche il Demanio può cercare di fare la stessa cosa. Non è cosa semplice - ha chiosato Sala - ma garantisco il mio impegno per trovare una soluzione". Nei giorni scorsi erano stati diversi i cittadini che avevano condiviso l'appello del presidente Antonio di Furia per scongiurare la chiusura della Sala Venezia, destinataria di uno sfratto da eseguire l'8 aprile, per essere poi trasformata in un archivio della questura.

Nel quartiere di Porta Venezia, il locale è uno dei più simbolici della storia di Milano e rappresenta un punto di aggregazione, sotto l'egida della musica e dei balli, per generazioni molto diverse: nella Sala Venezia dopo cena ballerini di ogni età vanno in pista a danzare, con i più esperti e anziani che insegnano i passi ai neofiti più giovani. Lo spazio è amatissimo da molti milanesi, oltre che da personaggi famosi come la cantante Arisa, l'artista Maurizio Cattelan, la presentatrice Vittoria Cabello e lo chef Carlo Cracco.

"Nonni e nipoti, famiglie, bambini, gruppi di amici, ma anche artisti e volti noti del panorama culturale italiano sono la colorata 'famiglia' della Sala Venezia - si legge su change.org -, un luogo nato per far sorridere le persone, dove giocare a carte e a tombola, bere un caffè, pranzare e cenare in compagnia, e soprattutto ballare, dal liscio al boogie woogie, dal lindy hop ai balli di gruppo".

"Milano non può perdere un luogo così prezioso per la città e i suoi abitanti - è l'appello del presidente di Furia -, per questo chiediamo il vostro aiuto per sensibilizzare l’Agenzia del Demanio nella persona del Direttore Regionale Ing. Luca M. Terzaghi, la Questura di Milano nella persona del questore Giuseppe Petronzi, la Regione Lombardia nella persona del Presidente Attilio Fontana e il Comune di Milano nella persona del sindaco Beppe Sala".

"Da un anno siamo chiusi per il covid - sottolinea Furia in un video - e da un anno combattiamo per il rinnovo della concessione, è un luogo che ha sempre pagato l'affitto. A un certo punto ci viene comunicato che in questo meraviglioso posto, costruito con il sudore e i sacrifici di persone che oggi non ci sono più, bisogna farci un archivio. Io prego tutti, prego tutti, di darci una mano. Col cuore e le lacrime agli occhi vi chiedo questo: salviamo la Sala Venezia".  E al 2 aprile sono più di diecimila i milanesi  - famosi e non - che hanno già firmato la petizione per scongiurare la chiusura dello storico locale, rilanciando anche sui social l'appello che gira sotto l'hashtag '#salviamolasalavenezia'.

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