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Seimila dipendenti del Comune lavoreranno da casa anche in periodi normali

Aumentano gli investimenti informatici anche per potenziare i servizi online per i cittadini milanesi

Seimila dipendenti del Comune di Milano lavoreranno da casa a prescindere dall'emergenza sanitaria, anche in periodi ordinari, "normali". E' l'obiettivo a cui punta Palazzo Marino secondo quanto emerso durante la commissione innovazione dedicata ai capitoli del bilancio di previsione 2021. Per tre anni, sono stati preventivati investimenti per 670 mila euro in acquisti di notebook, fino a 2.200 ogni anno a seconda dei costi che verranno sostenuti, ricorrendo eventualmente al noleggio.

All'inizio della pandemia, il 28 febbraio 2020, un migliaio di notebook erano già "in mano" ai lavoratori. Fino al 1 giugno 2020 ne sono stati consegnati altri 572. Da giugno 2020 al 28 febbraio del 2021, ne sono stati invece consegnati 656. Si è arrivati così a oltre 2.300. 

Tributi: "Cittadini abituati a riceverli per posta"

La commissione si è occupata anche delle spese per i servizi civici che avranno un aumento dovuto interamente alle elezioni amministrative che si svolgeranno in autunno. In forte calo invece le spese per i servizi postali: nel 2020 si sono spesi 700 mila euro, meno della metà che nel 2015. Secondo i dirigenti comunali, in particolare, è complicato risparmiare sulle lettere per i tributi, perché i cittadini sono ancora abituati a ricevere via lettera questo genere di comunicazioni.

Crescono, infine, le spese per i servizi informativi: nel 2021 sono previsti costi per tre milioni e 100 mila euro, soprattutto per garantire la sicurezza nel lavoro agile e per potenziare i servizi online per i cittadini. Un'accelerazione dovuta evidentemente alla pandemia Covid, sia sul fronte dei servizi ai cittadini sia su quello del lavoro da casa per i dipendenti. Ma è proprio per questi investimenti che si sono potute ridurre, parallelamente, le spese per i servizi postali.

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