Venerdì, 24 Settembre 2021
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San Siro, la proposta: una NewCo comunale che attiri gli investitori

L'idea del consigliere comunale civico Franco D'Alfonso

Togliere a Milan e Inter la cabina di regia del nuovo stadio di San Siro e affidarla a una nuova società sul modello delle municipalizzate o di Arexpo: è la proposta ribadita da Franco D'Alfonso, consigliere comunale di Alleanza Civica per Milano, durante la penultima commissione di Palazzo Marino prima della pausa estiva, nonché una delle ultime prima delle prossime elezioni (che, a quanto pare, dovrebbero tenersi il 3 ottobre). 

L'idea è quella di creare una società partecipata totalmente dal Comune a cui conferire sia lo stadio sia i terreni intorno, ora adibiti a parcheggio, per un valore che, secondo il consigliere, s'aggirerebbe intorno ai 400 milioni di euro, per poi cedere, con un bando, il 49 per cento della proprietà della società nonché la gestione dell'impianto. La cessione avverrebbe con un aumento di capitale: in questo modo, nelle casse della società entrerebbero circa 500 milioni di euro 'liquidi', sufficienti a garantire l'investimento per la ristrutturazione del Meazza (oppure il nuovo stadio) e per la rigenerazione del quartiere.

I proventi derivati dagli oneri di urbanizzazione sarebbero, secondo D'Alfonso, da vincolare ad interventi sulla zona, non ultima una rigenerazione del quartiere popolare nei dintorni di piazzale Selinunte. Questo metodo avrebbe il pregio di lasciare al Comune di Milano (che manterrebbe il 51 per cento della proprietà dell'impianto e dei terreni) la regia dell'operazione; di mettere subito in cassa la liquidità necessaria allo sviluppo dell'operazione qualunque essa sia (ristrutturazione o stadio nuovo), facendo emergere immediatamente gli investitori anziché rimandare la loro apparizione ad un secondo momento; e di consentire procedure più snelle rispetto alle delibere di consigliio comunale come accadrebbe con uno stadio ancora di proprietà diretta del Comune. 

Uno dei punti più critici dell'attuale situazione sul Meazza è proprio la non riconoscibilità immediata degli investitori che sborserebbero (secondo i piani di Milan e Inter) oltre un miliardo di euro tra nuovo stadio e quartiere circostante (con negozi, uffici, un albergo, ristoranti e così via), oppure molto di meno in caso di una ristrutturazione che, finora, i club hanno sempre escluso. In commissione è stato ancora una volta illustrato il progetto di Riccardo Aceti e Nicola Magistretti, depositato presso gli uffici comunali, che 'salverebbe' il Meazza eliminando il terzo anello e sostituendolo con una galleria panoramica: metratura da utilizzare per sport indoor, ristoranti, terrazza all'aperto, negozi e quant'altro.

"Milano - ha concluso D'Alfonso - si è inventata le municipalizzate per luce, acqua e altro: è una tradizione per questa città". Nella maggioranza attuale di centrosinistra, l'idea di costruire uno stadio nuovo non piace ad alcuni. I consiglieri più 'battaglieri' sono David Gentili e Enrico Fedrighini di Milano Progressista, Alessandro Giungi e Carlo Monguzzi del Pd. E, a sinistra, Basilio Rizzo, che non si ricandiderà. Il centrodestra appare invece compatto nel sostegno al nuovo stadio, tranne il presidente del Municipio 7 Marco Bestetti prossimo, forse, a candidarsi in consiglio comunale.

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