Martedì, 18 Maggio 2021
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Detenuti a fine pena, la Lombardia continua a non voler utilizzare le risorse statali per la casa

L'assessore Silvia Piani inisiste: "Mancanza di rispetto per le vittime". Ma è denaro vincolato e previsto dalla legge

La giunta regionale della Lombardia persevera nel non voler utilizzare 900 mila euro di Cassa Ammende per azioni di reinserimento sociale dei detenuti a fine pena, in particolare sull'housing sociale. Nonostante le leggi dello Stato prevedano espressamente questo genere di interventi, e nonostante non sia certo la prima volta che Cassa Ammende distribuisce perifericamente denaro a tali scopi, l'assessore alle pari opportunità Silvia Piani (Lega) ha confermato l'indisponibilità di Regione Lombardia a utilizzare queste risorse.

Piani lo ha detto in consiglio regionale rispondendo ad una interrogazione della consigliera Elisabetta Strada (Lombardi Civici). Come riferisce Fabio Pizzul (Pd), «l'assessore ha dichiarato che i 900 mila euro avrebbero favorito la scarcerazione di detenuti potenzialmente pericolosi, come avvenuto a livello nazionale a causa di alcune disposizioni del governo». 

«Il carcere deve essere un luogo di recupero e riabilitazione e non una discarica», continua Pizzul: «La pena si può scontare anche fuori dal carcere e questo non significa mancare di rispetto alle vittime, ma contribuire a far sì che chi finisce di scontare la pena non torni a delinquere. Chi si occupa di carcere nella giunta lombarda fa propaganda sulla pelle dei detenuti che potrebbero uscire dal carcere a fine pena, negando così risorse fondamentali a realtà del Terzo Settore che da anni operano per garantire sicurezza a tutti noi attraverso un reale reinserimento sociale dei detenuti».

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