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Da Fb ufficiale

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Lo Spirit de Milan chiuso per burocrazia. L'appello: «Sala intervenga e lo salvi»

E' scaduta la licenza temporanea prima che venisse concessa quella definitiva. Il punto della situazione

Interviene anche il mondo politico milanese per "salvare" lo Spirit de Milan, il locale in zona Bovisa diventato un "simbolo" della musica dal vivo a Milano. Il locale, dal 19 settembre, è chiuso in attesa della licenza definitiva. Finora, infatti, aveva la licenza temporanea che però dopo tre anni è scaduta; e le lungaggini burocratiche hanno impedito di ottenere quella definitiva in tempo utile.

«Lo storico locale Spirit de Milan è un vero e proprio tempio dello swing, del cabaret e delle serate a tema che ha saputo imporsi non solo come esercizio e attività produttiva, rappresentando un posto di lavoro per 40 addetti ai lavori, ma anche come vero centro di aggregazione e offerta policulturale di rilevanza anche internazionale», dichiara Simone Sollazzo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle: «Se dovesse chiudere, sarebbe una grave perdita per l'intero quartiere e per Milano. E tutto a causa di una burocrazia lenta».

Di qui la richiesta al sindaco Beppe Sala affinché intervenga per "salvare" il locale, che esiste dal 2015, da quando il suo gestore trasformò in luogo d'aggregazione e di musica l'ex fabbrica delle Cristallerie Livellara. L'iter burocratico potrebbe in realtà concludersi a breve, ma intanto lo Swing'n'Milan 2019, il festival internazionale dello swing, in programma dal 10 al 13 ottobre, si è tenuto al Time Club in zona corso Lodi.

Gestori e clienti abituali comunque sperano in una rapida riapertura: del resto lo Spirit de Milan ha ottenuto il riconoscimento di "attività di pubblico interesse", visto che si trova in un quartiere privo di altri centri di aggregazione. «I documenti richiesti sono in parte protocollati da un anno. Un’altra parte, già condivisa con gli uffici comunali, deve essere presentata insieme ad un nuovo documento, richiestoci nei giorni scorsi, che sarà consegnato domattina (9 ottobre, n.d.r)», scrivevano i gestori su Facebook la settimana scorsa.

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