San Siro, Bruce Springsteen: «Ha un'anima, tremendo se sarà abbattuto»

Il "Boss", che al Meazza si è esibito diverse volte dal 1985, si "schiera" tra i nostalgici dell'impianto

Foto Instagram@Justalittleframe: Springsteen a San Siro

Lo stadio Meazza ha trovato un "difensore" d'eccezione: il rocker Bruce Springsteen, che vi ha tenuto numerosi concerti fin dal 1985. Particolarmente amato dal pubblico italiano, il "Boss" di Long Branch, New Jersey, classe 1949, è in Italia per partecipare alla Festa del Cinema, a Roma, dove presenta il lungometraccio Western Stars, una specie di omaggio musicale al Far West di cui firma la regia, e dal quale è stata tratta la colonna sonora con 13 brani originali cantanti dall'artista americano in uscita venerdì 25 ottobre.

In una intervista a "7", in occasione della visita in Italia, Springsteen si è lasciato andare ai ricordi e ai legami con il nostro Paese: a cominciare dalla madre, originaria di Vico Equense (Napoli), partita per gli Stati Uniti. «Sarebbe tremendo, un peccato», ha commentato la notizia della possibile demolizione di San Siro: «E' un posto bellissimo. Per com'è stato costruito, è unico: il lato più lontano dal palco non è mai così lontano». 

Stando al "Boss", chi suona a San Siro ha di fronte «un muro di umanità» e a chi è sul palco «torna addosso un entusiasmo enorme». Non un semplice stadio, insomma, ma un luogo con un'anima. Che molti stadi moderni, secondo Springsteen, non possiedono. E d'altra parte più passa il tempo più si allontana l'ipotesi di demolire il Meazza. La Sovrintendenza ha ritenuto il secondo anello meritevole di tutela dal punto di vista storico-iconico, considerandolo un simbolo del calcio e dello sport, e ora si ragiona più che altro su come valorizzarlo.

Tutti i concerti di Springsteen a San Siro

Sono stati tanti, negli anni, i concerti di Springsteen a San Siro. Il primo fu il 21 giugno 1985. A portarlo in Italia il promoter Claudio Trotta, in quell'occasione insieme a Franco Mamone. Il Meazza aveva ancora due anelli e il palco fu disposto sul lato corto. La seconda volta fu ben 18 anni dopo, il 28 giugno 2003. Un'esibizione storica per tante ragioni: la ricomposizione della E-Street Band, anzitutto. E poi indimenticabile per lo stesso artista, che lo considera uno dei suoi migliori concerti. E infine, per il diluvio che si abbatté su Milano, con un pezzo cantato da Bruce ("Waitin' on a sunny day") sotto la pioggia.

Il 25 giugno 2008 il concerto si protrasse 22 minuti oltre l'orario consentito, procurando al manager Trotta una denuncia e un processo (il promoter venne assolto in primo grado e in appello). Ma il fatto provocò infinite polemiche e un controllo più stringente sull'orario di fine concerti da lì in poi. Springsteen tornò a San Siro il 7 giugno 2012, dopo la fine dei processi, con una esibizione lunga addirittura quasi quattro ore. L'anno dopo, il 3 giugno 2013, l'ennesimo concerto con l'accoglienza a cartelli tricolori dagli spalti. Infine le date più recenti: 3 e 5 luglio 2016, che si sono intrecciate con la lotta al "bagarinaggio" online denunciato pubblicamente da Trotta, dopo che i biglietti disponibili per la prima data si sono polverizzati in pochissime ore per poi comparire sui siti di "secondary ticketing". Una vicenda che ha portato all'assoluzione di tutti i coinvolti nell'inchiesta. Mentre dal punto di vista dello spettacolo, il concerto del 3 luglio 2016 si ricorda tra l'altro per l'improvvisato ballo di Springsteen con una ragazza del pubblico sul palco: il video (filmato da Paola Turci) diventò virale.

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Springsteen "innamorato" del Meazza, dunque; ed anche il suo storico promoter Claudio Trotta ha recentemente difeso lo stadio milanese, seppure con considerazioni più "tecniche" legate al possibile caro-biglietti (se diminuiranno i posti sugli spalti) e anche ai decibel: è l'ormai antica battaglia di Trotta che, da sempre, fa notare che la musica non si può ascoltare dal vivo a un livello troppo basso.

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