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Nuovo stadio / San Siro / Piazza Axum

I Verdi: "Sala costringerà le squadre a ristrutturare il Meazza"

Ne è convinto il capogruppo a Palazzo Marino Carlo Monguzzi. Si apre il confronto politico sul dibattito pubblico. L'ex assessore Lipparini: "Non è vincolante ma utile". Bruschi (coordinamento San Siro): "Inutile senza progetto esecutivo"

Non a tutti piace il dibattito pubblico sullo stadio di San Siro, che durerà sei mesi e si concluderà entro novembre. Nel giorno in cui il comune di Milano ha pubblicato l'avviso per cercare il coordinatore del dibattito, si levano alcune voci critiche: quelle di Gabriella Bruschi, presidente del comitato coordinamento San Siro e capolista di Civica AmbientaLista alle scorse elezioni comunali, e di Lorenzo Lipparini, assessore alla partecipazione nella prima giunta Sala e promotore del primo dibattito pubblico a Milano, quello sulla riapertura dei Navigli. Più positivo il giudizio di Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi, che però sottolinea: "Si dovrà tenere conto delle critiche dei cittadini". Mentre Alessandro De Chirico, capogruppo di Forza Italia e favorevole al nuovo stadio,chiede che "il dibattito pubblico sia un'opportunità di confronto per la crescita della città e non uno sfogatoio per i comitati ecotalebani".

Bruschi: "Senza progetto si discute del nulla"

"Il dibattito pubblico in sé va bene, ma non è stato depositato nessun progetto esecutivo da parte delle squadre", commenta Bruschi all'agenzia MiaNews. Milan e Inter non presenteranno quel documento, che costa molto, ma un progetto di fattibilità tecnico-economica aggiornato all'ultima richiesta della giunta, quella di rispettare l'indice di edificabilità di 0,35 mq/mq. Per Bruschi ciò significa che il dibattito si farà "sul nulla". E sottolinea che il coordinamento San Siro ha presentato un ricorso al Tar sulla base "dell'unico documento ufficiale, ovvero la delibera del comune sul pubblico interesse", datata 5 novembre 2021.

Bruschi ribadisce poi gli obiettivi del coordinamento: "Non sprecare suolo, non cementificarlo ulteriormente e salvaguardare i cinque ettari di verde esistente nell’area circostante. Lo stadio gode di ottima salute dal punto di vista architettonico e si può benissimo ristrutturare in tutte le sue forme". L'abbattimento, invece significherebbe "tre anni di macerie, polveri e inquinamento dell’aria".

Infine una 'stoccata' al sindaco Beppe Sala: "Si è mosso - afferma Bruschi - come se questi 280 mila metri quadri fossero di proprietà delle squadre. Non è vero, sono di proprietà del comune. Ha consegnato tutto perché vuole costruire uffici e centri commerciali di cui non sentiamo il bisogno. Sono i cittadini che si devono esprimere a riguardo: non solo i residenti ma tutti i milanesi".

Lipparini: "Non cambia la decisione"

"Il dibattito pubblico ha una potenzialità alta se svolto bene, ma ricordiamoci che non ha la possibilità di cambiare la decisione finale", commenta - sempre a MiaNews - Lorenzo Lipparini: "Non è uno strumento decisorio o di misurazione del consenso, serve per discutere sulla qualità del progetto e lascia completamente al promotore la decisione finale". Orienta, insomma. Ma non è vincolante come, invece, i referendum cittadini sullo stadio, già depositati con le prime 1.400 firme, su cui i garanti del comune devono ancora esprimersi: lo faranno entro il 5 maggio, dopodiché il comitato promotore dovrà raccogliere altre firme fino ad arrivare ad un totale di 15 mila.

Lipparini ricorda poi che un docente del Politecnico, Paolo Pileri, ha recentemente evidenziato in commissione comunale che abbattere il Meazza porterebbe ad annullare il risparmio di CO2 di quindici anni. Pileri era stato invitato da Enrico Fedrighini, consigliere della Lista Sala che sta organizzando audizioni in commissione per affrontare il tema non solo del Meazza ma dell'intero quartiere. "L'abbattimento dello stadio, con la conseguente emissione di 210 mila tonnellate di CO2, si mangerebbe completamente i benefici del piano aria clima del comune", conclude Lipparini.

Monguzzi: "Tenere conto di critiche"

Per Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi, il dibattito pubblico sullo stadio avrebbe potuto essere avviato già "mesi fa sulla base del progetto su cui il comune ha dato la pubblica utilità". L'esponente ecologista, a MiaNews, afferma che il comune "ha frapposto ostacoli burocratici" e, con la dichiarazione di pubblica utilità, non ci si deve più "nascondere dietro la non presentazione del progetto esecutivo".

Anzi, il dibattito pubblico per Monguzzi ha senso prima del progetto esecutivo: "Se c'è già, vuol dire che la cosa va già avanti, mentre i cittadini devono partecipare ad un'ipotetica decisione. Non devono discutere il colore delle sedie del nuovo stadio o di quello ristrutturato, ma se il Meazza vada ristrutturato o abbattuto". Il capogruppo dei Verdi sottolinea poi che "sicuramente i cittadini esprimeranno critiche fondatissime dal punto di vista tecnico ed economico, di cui poi il comune dovrà tenere conto".

Nel merito le idee dei Verdi sono chiare: "Lo stadio c’è già, basta ristrutturarlo. Anche dal punto di vista ambientale, spostare lo stadio non avrebbe nessun senso perché le 210 mila tonnellate di CO2 che verrebbero prodotte buttando giù il Meazza e facendone uno nuovo a San Siro sono le stesse che verrebbero prodotte costruendolo a Sesto San Giovanni". Secondo Monguzzi finirà con Sala che "costringerà le squadre a fare la cosa che tutti dicono essere la più logica: ristrutturare il Meazza e dare una mano a riqualificare il quartiere. Non vedo altre prospettive probabili. Buttare giù uno stadio e rifarne un altro è una cosa eticamente insopportabile. In un periodo storico così difficile come questo, come si fa a sperperare così tanti soldi e produrre così tanta CO2?".

Infine il merito del dibattito pubblico per i cittadini, soprattutto del quartiere: "Le azioni da intraprendere nello specifico per riqualificare San Siro vanno fatte interpellando le persone che lo vivono quotidianamente. Questa è una modalità importante di progettare la riqualificazione dei nostri quartieri: bisogna partire dalle proposte dei cittadini".

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