Milano: la Statale non abbandona Città Studi. L'idea: uno studentato e un polo digitale

L'ipotesi di un ateneo "tricentrico" con il trasferimento all'area Mind e il mantenimento di alcune funzioni a Città Studi

La sede di Biologia (foto Fondazione Vico Magistretti)

Gli spazi di Città Studi che la Statale lascerà liberi per trasferire le facoltà scientifiche in area Mind (ex Expo) potrebbero essere riutilizzati in parte dallo stesso ateneo di via Festa del Perdono. L'ipotesi è stata presentata dal rettore Elio Franzini. L'idea alla base è quella di un'università interconnessa e tripolare, che non dismetta le aree di proprietà e quelle demaniali di Città Studi.

Una strada possibile, secondo il rettore, se si troverà l'aiuto degli enti pubblici e di qualche partner privato. Con i fondi adeguati, a Città Studi sorgerebbero alloggi per studenti e inoltre si realizzerebbe un "polo digitale gemello", connesso in tempo reale con le attività del Campus Mind, tramite la tecnologia 5G. 

Lo studentato verrebbe collocato nelle torri di Magistretti-Soro in via Celoria 26, oggi facoltà di Biologia, mentre si consoliderebbe il piano per la realizzazione del Campus umanistico, compreso l'ambito dei Beni Culturali già previsto nell'area di ex Veterinaria, la prima facoltà che si è trasferita lontano da Città Studi, precisamente a Lodi.

Il costo stimato per la riqualificazione di Città Studi è di 170 milioni. L'idea si fonda sul principio di evitare per quanto possibile lo "svuotamento" del quartiere e l'abbandono della sua vocazione giovane e universitaria.

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