Stipendi diversi tra nord e sud, il sindaco di Napoli contro Sala: "Parole medioevali"

Il sindaco De Magistris: "È qualcosa di medioevale. L'Italia riparte con l'unità"

Napoli contro Milano, atto secondo. I due "combattenti" sul ring sono ancora una volta i due sindaci: Luigi De Magistris e Beppe Sala. A suonare il gong nei giorni scorsi era stato il primo cittadino meneghino, che - parlando durante una diretta Facebook organizzata dai giovani del Pd - aveva sottolineato che è "intrinsecamente sbagliato» che un dipendente pubblico a parità di ruolo e funzione guadagni lo stesso stipendio a Milano e al sud - aveva preso Reggio Calabria come esempio - perché "il costo della vita in quelle due realtà è diverso". 

Dopo tante polemiche nazionali, mercoledì è arrivata la risposta dell'amministratore partenopeo, legato storicamente a Sala da un ottimo rapporto. "I rapporti ottimi si fondano sulla franchezza - ha detto il sindaco napoletano a NapoliToday -. Le parole di Sala sono parole che abbiamo già sentito, che suonano male. Non credo che l'Italia possa ripartire dalle contrapposizioni, ma l'Italia deve ripartire da un senso di unità nazionale". 

"E l'unità - ha proseguito De Magistris - si fonda sul fatto che se appartieni a una medesima comunità non puoi pensare che un poliziotto a Milano prenda uno stipendio e a Reggio Calabria un altro o un maestro. È qualcosa di medioevale che sinceramente - ha concluso - non deve appartenere a chi si propone come protagonista per far ripartire il Paese".

Il litigio precedente

Non è la prima volta che tra i due sindaci il rapporto scricchiola. Il primo atto era andato in scena in piena emergenza coronavirus, quando Sala aveva "minacciato" i governatori che chiedevano di non aprire ancora i confini regionali con il suo ormai famoso "me ne ricorderò". 

De Magistris - interpellato perché tra i presidenti di regione "ostili" c'era anche il campano Vincenzo De Luca - aveva subito sottolineato che si era trattato di una "frase non felice" e che la questione sul tavolo era semplicemente sanitaria e non razzista. Lo stesso amministratore meneghino aveva poi riconosciuto di essere stato eccessivamente "ruvido".
 

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