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Sala vuole aspettare 10 anni per intitolare una via a Berlusconi

Il sindaco ha ricordato che, da tempo, a Milano non si chiedono più deroghe alla legge. I casi più recenti, da Vianello e Mondaini a Sciascia. Fuori città, invece, le deroghe si chiedono ancora. I casi di Jannacci a Segrate e Strada a Sesto

Nessuna strada sarà dedicata a Silvio Berlusconi a Milano, almeno per ora. Il sindaco Beppe Sala ha 'chiuso' a questa possibilità parlando, giovedì 15 giugno, a Sky Tg24, all'indomani dei funerali di Stato dell'ex premier che si sono svolti in Duomo. "Per dedicare una via a Berlusconi - ha detto il sindaco - bisogna aspettare 10 anni, si devono rispettare le regole".

La legge italiana prevede infatti che, per i morti, occorrano 10 anni di tempo per dedicare un luogo di una città. Esiste la possibilità di chiedere una deroga alla prefettura, ma da tempo il Comune di Milano ha deciso di non sfruttare questa possibilità. "Non abbiamo mai derogato", ha aggiunto il sindaco: "Non lo abbiamo fatto per il mio amico Umberto Veronesi, che ha salvato migliaia di vite".

Dopo la morte di Berlusconi, avvenuta al San Raffaele lunedì mattina, da più parti sono state avanzate proposte, a Milano e altrove, per dedicare all'ex presidente del consiglio un luogo. Forza Italia, a Milano, ha proposto di cambiare nome a via Volturno, in zona Isola, dove Berlusconi crebbe con la famiglia. Altrove forse una "via Berlusconi" o un "parco Berlusconi" arriverà prima. Paolo Micheli, sindaco di Segrate per il centrosinistra e, tra l'altro, dipendente di Mediaset, ha promesso che se ne occuperà presto col consiglio comunale. Segrate è la città dov'è sorto Milano 2, il quartiere-giardino con cui Berlusconi avviò, negli anni '70, l'attività imprenditoriale di successo.

Vianello-Mondaini, Sciascia

Tra le più recenti intitolazioni a Milano, il parco dedicato a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, scomparsi nel 2010 a pochi mesi di distanza l'uno dall'altra. A settembre 2021, la città ha intitolato loro un'area verde nel Quartiere Adriano, vicino a una via già dedicata al loro amico Ugo Tognazzi e ai Giardini Franca Rame, per la quale la città aveva chiesto invece una deroga: l'artista era scomparsa nel 2013 e il parco le era stato intitolato due anni dopo. Ancora più veloce, nel 2012, l'intitolazione della nuova piazza sopraelevata di Porta Nuova all'architetto Gae Aulenti, morta pochi mesi prima dell'inaugurazione.

Un'altra recente intitolazione milanese è per Leonardo Sciascia: lo scrittore e parlamentare scomparso nel 1989 ha avuto un riconoscimento a Milano nel 2021 (un po' in sordina però, senza il pubblico e discorsi ufficiali). Sembra un percorso a ostacoli, invece, l'intitolazione dei giardini di piazzale Aquileia, davanti a San Vittore, a Marco Pannella, morto nel 2016. In questo caso il consiglio comunale, compresi diversi esponenti di maggioranza, si è espresso a favore della richiesta di deroga, che però l'assessore alla cultura Tommaso Sacchi ha negato.

Fuori Milano: Strada e Jannacci

Ancora a Segrate, invece, le deroghe vengono chieste: di recente per Enzo Jannacci, a cui il municipio dell'hinterland ha dedicato nel 2018 una strada a Novegro, nel 'quartiere dei poeti' (ci sono Leopardi, Montale, Pascoli, Carducci e Foscolo). Nelle vicinanze c'è anche l'Idroscalo, citato da Jannacci nella celebre 'El purtava i scarp del tennis'. Il cantautore-medico era morto nel 2013. Sesto San Giovanni, invece, non ha atteso 10 anni per intitolare al suo celebre nativo Gino Strada, medico e fondatore di Emergency scomparso nel 2021, la piazza davanti all'ospedale della città. Il via libera della prefettura è arrivato nel 2022. Su Change era stata anche lanciata una petizione (arrivata a oltre 50mila firme) per cambiare il nome di piazzale Cadorna a Milano, dedicandola proprio a Strada. Ma, a Milano, ormai non si chiedono più deroghe.

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