Forza Nuova contro il Municipio 6, nella mattina in cui la Segre incontra gli studenti

L'attacco di Forza Nuova al Municipio 6 nella mattina dell'incontro tra la Segre e gli studenti

Lo striscione

Forza nuova contro il Municipio 6. Nella notte tra lunedì e martedì, infatti, l'organizzazione di estrema destra ha affisso uno striscione fuori dalla sede comunale di viale Legioni Romane, che ha organizzato proprio per martedì un incontro tra la senatrice a vita e superstite dell'Olocausto, Liliana Segre, e cinquecento studenti all'Ecoteatro di via Fezzan. 

Sullo striscione, poi subito rimosso, c'era scritto: "Sala ordina, l'Antifa agisce, il popolo subisce" e la sigla "Fn", Forza Nuova. 

La contemporaneità tra il blitz di Forza Nuova e l'evento con la Segre potrebbe non essere un caso secondo il Municipio 6, ma Forza Nuova respinge le accuse.

La denuncia del Municipio 6

Il primo a denunciare l'accaduto è stato Santo Minniti, presidente del Municipio. "Stamattina di fronte al Municipio 6 ho trovato questo striscione, poco prima dell'evento che faremo con Liliana Segre. Solo una cosa non mi è chiara: secondo voi va nel generico o nell'umido?", il suo commento sarcastico. 

È una "provocazione inaccettabile e intollerabile. L'oltraggio dei neofascisti di Forza Nuova è indegno, perché offende tutti noi e la memoria antifascista di Milano, città medaglia d'Oro alla Resistenza", ha aggiunto Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd. 

"A chi nutriva ancora dubbi, ecco le prove. I fascisti cercano di tornare a galla e lo fanno colpendo Liliana Segre. E trovano forse sponda in quella destra che - solo una settimana fa - ha perso l'occasione di stare dalla sua parte", ha continuato la democratica, facendo riferimento all'astensione di tutta la destra durante il voto sulla "commissione Segre", che servirà per vigilare su razzismo e antisemitismo. 

"Noi non abbiamo dubbi, stiamo dalla parte di chi, purtroppo, ha provato sulla sua pelle l'odio razziale, perché la memoria è l'unico antidoto possibile. E perché non staremo mai dalla parte di chi è stato sconfitto dalla storia. Al Presidente Santo Minniti, al Liceo Marconi e all’Associazione figli della Shoah, promotori dell'incontro di questa mattina con la senatrice Segre, va tutta la nostra solidarietà e l'invito ad andare avanti. Sappiano questi vigliacchi - ha concluso la Roggiani - che Milano non si piegherà mai alle loro minacce".

"Questa mattina è comparso un vergognoso striscione neofascista nella zona 6 di Milano, proprio nella giornata in cui il Municipio ha organizzato un importante incontro delle scuole con la senatrice Liliana Segre. Manifestiamo - le ha fatto eco Roberto Cenati, presidente Anpi provinciale di Milano - la nostra profonda indignazione per questa ulteriore provocazione che offende le tradizioni antifasciste della nostra città. Esprimiamo la nostra solidarietà a Liliana Segre, instancabile testimone della Shoah e delle nefandezze del nazifascismo, oggetto di vili attacchi sui social e di vergognosi insulti antisemiti che quotidianamente le vengono rivolti". 

"Liliana - ha concluso Cenati - è per tutti noi riferimento fondamentale per il suo continuo richiamo a non essere indifferenti di fronte alle ingiustizie, al clima di intolleranza, alle discriminazioni e alla deriva xenofoba e antisemita che sta investendo l'Europa e il nostro Paese". 
 

La versione di Forza Nuova

Diversa, invece, la versione di Forza Nuova. "Questa notte Forza Nuova ha affisso uno striscione presso il municipio 6, teatro dello scandalo che ha coinvolto il comitato autonomo Barona, che in cambio di soldi e partecipazione alle manifestazioni antifasciste occupava le case popolari in favore di immigrati", si legge in una nota del movimento.

"Ci chiediamo come sia possibile che il sindaco di Milano, Beppe Sala, sempre pronto a scendere in campo in materia di antifascismo, di vecchi e nuovi partigiani, sempre sul pezzo in materia di divieti all'estrema destra, non abbia proferito parola su questo scandalo, fenomeno, per detta degli stessi autori, che si può definire un nuovo tipo di resistenza.  Forse perché egli stesso è promotore del vero clima d'odio esistente in Italia, quello contro il popolo fieramente italiano e i patrioti, o forse perché si rende conto di non riuscire a tenere a bada i suoi cani da guardia". 

"Come sempre gli unici a farne le spese sono i cittadini italiani, che per i fini meschini dei vecchi e nuovi partigiani, vedono sottrarsi gli alloggi popolari per un torbido business che non è altro che una commistione di politica antinazionale e di interessi economici e numerici degli antagonisti, sempre più ridotti all'osso - hanno continuato da Forza Nuova -. Fatta luce su questo scandalo, l'unica soluzione auspicabile è che questi alloggi occupati abusivamente dagli immigrati e dagli antifascisti siano immediatamente assegnati a famiglie italiane in difficoltà, come Forza Nuova propone da anni nel territorio milanese".

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