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Prof non fa lezione a studente in gonna: verso la sospensione

E la preside denuncerà le minacce che le sono arrivate per avere invitato il docente a garantire il diritto allo studio degli studenti

Non si ferma la polemica al Liceo Bottoni sull'ormai nota vicenda del professore di storia e filosofia Martino Mora che si è rifiutato, giovedì 25 novembre, di fare lezione perché uno studente era vestito in gonna (per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne). Dopo il rifiuto del docente, motivato con l'abbigliamento non consono, sabato 27 è stata la classe a rifiutarsi di entrare in aula. Il caso è esploso a livello nazionale, anche perché la preside del liceo, Giovanna Mezzatesta, ha preso a cuore la questione schierandosi dalla parte dei ragazzi.

Come? Fin dal 25, chiedendo al professore di rientrare in aula o di allontanarsi per poter essere sostituito. E poi dopo la protesta di sabato, promettendo un provvedimento disciplinare da sottoporre all'ufficio scolastico territoriale, a cui invierà una relazione sul caso. Sotto accusa la mancata garanzia del diritto allo studio degli studenti, da parte di Mora, rifiutandosi di fare lezione. Lui ribatte colpo su colpo, utilizzando il suo profilo Facebook, affermando che la preside non avrebbe avuto il diritto di cacciarlo dal liceo. E attaccando alcuni giornali accusati di avergli attribuito virgolettati falsi. Ma anche attaccando di petto la dirigenza, che sarebbe rea di sostenere il "boicottaggio" da parte degli studenti "per pure motivazioni ideologiche". E conclude: "Se il sottoscritto deve essere la pietra dello scandalo perchè qualche nodo della situazione ormai insostenibile del sistema scolastico venga finalmente al pettine, ebbene ben venga. Se il sottoscritto deve pagare un prezzo per tutto questo - il prezzo dell'isolamento e dell'ingiustizia - ebbene è disposto a pagarlo".

Il docente, che in alcuni post e commenti si definisce tradizionalista e sostenitore della Vandea (l'unico territorio francese ad opporsi alla Rivoluzione del 1789-1791), ora rischia la sospensione dall'insegnamento. Intanto la maggior parte dei professori del liceo ha firmato una mozione di sostegno all'iniziativa degli studenti, o meglio ad ogni "iniziativa pacifica e di testimonianza volta a mettere al centro del dibattito pubblco gli stereotipi e la violenza di genere".

Minacce alla preside

E la preside del Bottoni rivela anche di avere ricevuto alcune minacce, tanto che probabilmente presenterà una denuncia alla polizia postale. Intanto prende posizione anche la politica. Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, scrive su Facebook: "Io credo che una persona del genere non abbia nulla da insegnare a questi ragazzi, anzi. Voglio ringraziare di cuore- conclude Fratoianni- questi studenti e studentesse. Sono il nostro futuro, ma soprattutto il nostro presente. Ed è una grande fortuna, per tutte e tutti noi".

Diametralmente opposta l'opinione di Simone Pillon, senatore della Lega e noto per le idee tradizionaliste cattoliche: "Tutta la mia solidarietà - scrive sempre su Facebook - al docente che si è rifiutato di far lezione perché alcuni studenti si erano presentati in classe vestiti da donne. In un mondo al contrario ora paradossalmente è lui a rischiare la sospensione. Le preziose differenze tra maschi e femmine si sono da sempre evidenziate anche nei vestiti e negli accessori. Trovo semplicemente folle questo tentativo ideologico di imporre l'indifferentismo sessuale. Ognuno si vesta come gli pare, ma a scuola, sul lavoro e nei luoghi istituzionali evitiamo stupide pagliacciate. Quanto alla sacrosanta lotta contro la violenza, credo esistano modalità molto più serie e incisive piuttosto che sciacquarsi la coscienza indossando la sottana una volta all'anno".

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