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Martedì, 24 Maggio 2022
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Perché il comune vuole fare uno "studio d'area" su San Siro

Non solo stadio, ma anche gli altri interventi urbanistici. Ecco che cosa intende fare il comune di Milano

E' stato avviato dal comune di Milano uno studio complessivo sull'area di San Siro che, nei prossimi anni, sarà interessata da numerosi progetti di riqualificazione, tra cui l'eventuale nuovo stadio, ma non solo: dalle ex scuderie De Montel, che si trasformeranno in un centro termale, all'intervento urbanistico sull'ex ippodromo del Trotto e altro ancora. Ne ha dato notizia Giancarlo Tancredi, assessore alla rigenerazione urbana, durante una seduta di commissione comunale, martedì nel tardo pomeriggio, durante la quale sono stati sentiti Damiano Di Simine (Legambiente) e Silvio Anderloni (Centro di forestazione urbana).

"Abbiamo dato avvio a questo studio che, per noi, è uno studio d'area. Non vale solo per lo stadio, è un contesto effettivamente molto interessante dal punto di vista urbanistico perché si stanno muovendo molte cose", ha affermato Tancredi ricordando anche il parco nell'area 'SeiMilano' e il futuro parco di piazza d'Armi. "Lo studio d'area - ha proseguito l'assessore - è anche sulla mobilità, sulla rigenerazione urbana e sulle criticità che ancora sono presenti in questo quadrante cittadino".

Legambiente: "Verde non negoziabile"

"La conferma dell'assessore Tancredi di avere avviato lo studio d'area sull'intero ambito di San Siro è un'ottima notizia, che si lega al lavoro istruttorio, in corso, con le diverse realtà associative che intendono contribuire al percorso", il commento di Enrico Fedrighini (Lista Sala), presidente della commissione affari istituzionali: "Oggi è emerso in modo chiaro, con l'audizione di legambiente e Centro forestazione urbana, la priorità di tutelare e consolidare il sistema verde esistente, di valore strategico per la biodiversità e l'ecosistema non solo urbano ma dell'intera area metropolitana".

Di Simine, in particolare, ha parlato di stadio come "negoziabile pur essendo un patrimonio pubblico" e ha affermato che "si può discutere, anche su un suo ripensamento", mentre "non è negoziabile per il futuro dell'area la disponibilità di verde. Anzi, la sua dotazione va aumentata".

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