Attualità Porta Nuova / Largo Guido Donegani, 3

Lo Zoo di 105 ride di uno stupro: sit-in di protesta sotto alla sede

Durante una diretta i conduttori hanno raccontato (e riso) di una presunta violenza avvenuta durante una vacanza in montagna

"Lo stupro non è uno scherzo" e "105 volte vergogna". Sono i due striscioni appesi fuori dalla sede di Radio105 in Largo Guido Donegani a Milano. Un blitz firmato dal collettivo antagonista Kasciavìt dopo le polemiche nate in seguito ad una puntata de "Lo Zoo di 105" durante la quale è stato raccontato (tra le risate) un presunto stupro.

Lo Zoo di 105 e il racconto della presunta violenza

Gli speaker (Marco Mazzoli e Paolo Noise) del programma hanno riso e scherzato mentre raccontavano la storia di una ragazza che sarebbe stata abusata.

- "In una serata in montagna mi ricordo uno che ne trascinò una in camera" (risate)
- "Minchia" (risate)
- "Senza fare nomi… Ciao A., Ciao A." (Risate)
- "…e poi la riportò dove la prese!"
- "Madonna, si è svegliata senza sapere cos'è successo, credo. Mi ricordo quella mattina, eravamo in montagna se non sbaglio".

Successivamente uno degli speaker ha detto che all'epoca aveva fatto presente al presunto stupratore che aveva appena commesso una violenza. L'uomo — secondo quanto raccontato dallo speaker — avrebbe ribattuto in questi termini: "Ma no, a lei piaceva". Il conduttore, allora, avrebbe domandato da cosa se ne fosse accorto e davanti a questa domanda il presunto violentatore — sempre secondo quanto raccontato — avrebbe risposto: "Effettivamente, adesso che mi ci fai pensare…".

Un altro conduttore è poi intervenuto dicendo "Capita a tutti di sbagliare, ragazzi. Ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio". E poi un altro ha aggiunto: "Stiamo scherzando, lei sicuramente era vigile".

"Il rape joke non è uno scherzo"

"Il rape joke non è uno scherzo, quello che è successo durante la puntata dello zoo di 105 non è uno scherzo, e non può essere trattato come tale", tuonano dal collettivo milanese. "Le battute sullo stupro e le battute sessiste non possono essere considerate tali, non si può fare ironia e comicità su questioni che incitano a odio e discriminazioni", hanno proseguito gli antagonisti.

"Mentre attendiamo che il mondo della radio e dei media prenda una posizione e cominci a diffondere temi come la cultura del consenso, la presa di responsabilità delle proprie azioni, il rispetto verso l’altro e l’abbraccio di tutte le diversità che ci connotano, ci auguriamo che lo zoo degli stupratori venga chiuso e condannato per la sua condotta", hanno concluso i membri del collettivo.

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