Metro di Milano: "Tangenti in Atm anche per l'appalto frenate"

In Procura era già in corso l'inchiesta sulle frenate brusche che avevano provocato feriti

Repertorio

Nell'ambito dell'indagine sugli appalti truccati delle metro Atm di Milano, sono stati "raccolti elementi" anche su un "episodio di corruzione" del 2006 per "l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento" della linea M1, la 'rossa', "nel cui contesto sono emerse le recenti criticità (frenate brusche d'emergenza)". A spiegarlo il procuratore Francesco Greco.

La procura milanese stava già indagando sulle frenate brusche che più volte nel 2019, per mesi, avevano provocato il ferimento dei passeggeri. Del sistema di sicurezza Atm si occupa la società Alstom, che ora risulta indagata nell'inchiesta sugli appalti.

Tangenti e appalti truccati per la metro

Tredici persone, tra cui un dirigente Atm, sono state arrestate nell'ambito dell'indagine su un presunto giro di tangenti e appalti truccati per la linea metropolitana di Milano.

Le misure cautelari sono state messe a segno all'alba di martedì 23 giugno, dopo l'inchiesta che si è concentrata sui lavori legati agli impianti di segnalamento e automazione della metro di Milano. I militari del nucleo di polizia economica finanziaria della guardia di finanza hanno eseguito un'ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari, Lorenza Pasquinelli portando dodici persone in carcere, e mettendone una ai domiciliari.

Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzata al compimento di plurimi reati contro la pubblica amministrazione e in particolare corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Tra le persone arrestate c'è anche Paolo Bellini, dirigente dell'Atm.

Frenate brusche e passeggeri feriti

A dicembre Atm aveva annunciato di aver trovato la soluzione al problema delle frenate brusche della metro sulla linea 1, per evitare altri feriti. Un vertice in procura aveva definito il cronoprogramma per affrontare un problema legato al software che richiedeva tempi piuttosto lunghi. Il primo impegno era di sostituire i treni con modelli più vecchi - aveva affermato Atm - ma con una modalità di frenata 'più dolce', quindi intervenire a partire da marzo sul software sviluppato proprio da Alstom, che ora è indagata.

Dopo il ferimento di diversi passeggeri a causa delle improvvise frenate (tra cui gli otto del 6 dicembre a San Babila, quando il treno era stato sequestrato, e i nove di Cadorna finiti all'ospedale) era stato aperto un fascicolo per lesioni colpose a carico di ignoti. Lo scorso dicembre durante un'audizione in Comune, Atm aveva affermato che il problema era imputabile all'eccesso di 'falsi positivi' del sistema che segnala possibili rischi per la circolazione.

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