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Telecamere all'asilo con contributo economico della Regione: pochissime adesioni

Solo 61 strutture su 534 hanno fatto domanda per il contributo

E' un sostanziale flop il provvedimento del 2018 che prevedeva, per i nidi e i micronidi lombardi, un contributo economico per installare telecamere. Sono appena 61, su 534, le strutture che hanno fatto domanda e 38 quelle che hanno visto la domanda accolta. Lo si evince dalla relazione informativa presentata in commissione sanità del consiglio regionale a tre anni dall'approvazione. Il provvedimento, introdotto con la legge regionale 18 del 2018, prevedeva lo stanziamento di 600 mila euro per favorire l'installazione di sistemi di videosorveglianza a tutela dei bambini che frequentano nidi e micronidi, dopo alcuni episodi di maltrattamento all'interno dei nidi.

«Un sostanziale fallimento dell'iniziativa, con spreco di tempo e risorse», commenta Michele Usuelli di +Europa/Radicali, da subito contrario al provvedimento: «A novembre 2018 avevamo presentato cento emendamenti sottolineando l'irricevibilità della proposta di installare telecamere per prevenire fenomeni di maltrattamento, posta la contrarietà di tutti i pedagogisti all'introduzione di una misura del genere». La proposta alternativa era quella di utilizzare le risorse economiche investendo in iniziative di formazione degli operatori, in test attitudinali, in test periodici di autocontrollo per monitorarne lo stato di stress. 

«L’avevano annunciata come una legge che avrebbe cambiato il volto della sicurezza nelle scuole», continua Usuelli: «Oggi prendiamo atto che la montagna ha partorito un topolino, e vediamo le conseguenze di questa legge insensata: il tasso di adesione da parte di nidi e micronidi nei due anni è stato minimo, e nel frattempo non si sono compiute azioni reali e positive sul fronte della prevenzione».

Le domande dovevano essere presentate direttamente alle Ats che avrebbero erogato il contributo a consuntivo e in un'unica soluzione. Per ogni domanda ammessa a finanziamento è stato assegnato un contributo pari al 90% dei costi sostenuti fino ad un importo massimo di 5 mila euro. Unica condizione: le immagini delle telecamere, a circuito chiuso, devono essere di esclusivo utilizzo da parte dell'autorità giudiziaria che potrà visionarle solo a seguito di una denuncia o di una segnalazione.

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