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Al Niguarda insieme al vaccino anti covid viene seguito il testa per l'epatite c

L'esame viene svolto col prelievo di una goccia di sangue: l'obiettivo è portare a galla i casi di epatite c sommersi

Iniezioni di vaccino contro il covid ma non solo. Al Niguarda insieme alla "puntura-scudo" viene offerta la possibilità di fare il test rapido per la diagnosi dell'epatite C. Basta il prelievo di una goccia di sangue dal dito. L'obiettivo è uno solo: portare a galla il più possibile di quei circa 250mila casi sommersi che si stima non siano ancora stati diagnosticati in Italia.

"L’infezione cronica da virus dell’epatite C (Hcv) è una delle principali cause di morbilità e mortalità nel mondo – spiega Massimo Puoti, direttore delle Malattie Infettive di Niguarda -. Si calcola che nel nostro Paese circa il 2% della popolazione sia affetta da epatite, condizione che in Lombardia interessa almeno 150mila persone".

Fino al 2015 in Italia ogni 30 minuti moriva una persona per le conseguenze dell’Hcv. Fortunatamente da allora sono disponibili nuovi ed efficaci farmaci antivirali ad azione diretta, con un profilo di tollerabilità molto alto e pochi effetti collaterali. "Molti pazienti sono stati trattati con i nuovi farmaci che, in 8-12 settimane, determinano la guarigione dall’infezione in oltre il 95% dei casi trattati - continua lo specialista -. Sono ancora, però, numerosi i casi non diagnosticati (il calcolo in Italia è di almeno 250mila persone), fino a quando si manifesta un danno epatico severo, come la cirrosi epatica che può evolvere anche verso forme tumorali".

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