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Rendering del grattacielo

Rendering del grattacielo

Milano, progetto da rivedere per la Torre A2A: il Comune chiede nuovi dettagli

L'edificio sorgerà in piazza Trento. Ma Palazzo Marino vuole un progetto che preveda una rigenerazione anche del quartiere circostante

La Torre Faro di A2A in piazza Trento subisce uno stop: progetto da rivedere. Lo si evince da una determina dell'ufficio tecnico urbanistico che ha annullato la conferenza dei servizi prevista per mercoledì 20 gennaio. Motivo, c'è bisogno di una proposta "integrativa" che interessi anche le aree attigue alla futura torre.

Tradotto: i progettisti dovranno dire al Comune di Milano come intendono rigenerare la zona, considerando anche l'intenzione di Palazzo Marino, espressa dall'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran, di creare un percorso pedonale da via Crema all'ex scalo ferroviario Romana e alla Fondazione Prada. La torre di A2A si inserirebbe in questo contesto ma, proprio per tale ragione, i progettisti dovranno approfondre la connessione con la zona circostante.

Lo stop degli uffici urbanistici anticipa l'intenzione, già espressa, del Municipio 5, a guida centrodestra, che avrebbe a sua volta bocciato il piano, anche se il parere dei Municipi non è vincolante. Ma il "parlamentino" di zona avrebbe voluto leggere idee e progetti anche per il quartiere, e non solo per l'isolato della torre.

La torre da 147 metri nel quartiere di Porta Romana

A ottobre era stata annunciata la Torre A2a con previsione della posa della prima pietra per la primavera del 2021. L'edificio, disegnato dagli studi di architettura Citterio e Patricia Viel, sarà alto 147 metri e sorgerà nell'area che ospiterà anche il villaggio olimpico. Non è escluso che la zona "vivrà un nuovo scenario di sviluppo dopo l'Isola e Citylife", aveva sottolineato Renato Mazzoncini, ad di A2A, ricordando che la nuova sede verrà costruita sull'area di una storica centrale termoelettrica di Milano.

Milano corre verso il cielo: tutti i grattacieli che verranno costruiti

Il nuovo quartier generale della società non sarà solo una torre, sarà "il testimone vivente dell'efficienza energetica, il massimo che si può ottenere ora su questo fronte", aveva detto Mazzoncini. Non solo: in seguito al progetto la rete del teleriscaldamento verrà estesa in tutto il quartiere.

Con la nuova torre la società chiuderà altre sette sedi, concentrando nel nuovo grattacielo gli uffici oggi dislocati in diverse zone. Una scelta di "efficientamento che libererà - aveva sottolineato Mazzoncini - importantissime aree, come la sede attuale di corso di porta Vittoria che saranno oggetto di riqualificazione urbanistica".

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