Caro signor sindaco, cara Atm, li mettiamo in un museo i vecchi tram?

Editoriale - Sono star sui social, con i loro colori, i loro interni legno vintage, il loro incedere sferragliante. Ma se volesse salirci una persona in carrozzella?

Instagram @amilanopuoi

Una delle cose che ricordo più nitidamente di una ormai sbiadita gita a San Francisco è quella scritta, "Milano", che campeggiava su tram giallo al Fisherman's Wharf. Caspita, wow, pensai, un pezzetto di Madonnina anche in Usa. Feci qualche decina di foto con una scassata Finepix predigitale e me ne tornai tronfio in università a Los Angeles. La mattina seguente mostrai gli scatti orgoglioso ai miei compagni di corso coreani e indonesiani: visto? eh? eh? italian!. Gli asiatici guardarono stupiti, ridacchiarono perculanti e tornarono a fare quello che facevano prima: chini sui libri a ignorarmi. Eppure era stata per me una folgorazione. Quanto stava bene, sulla Linea F, quel tram, con il suo lento incedere sferragliante; quanto era instagrammabile, si direbbe oggi, quando ancora i social erano pagine scarabocchio su Msn. Un tocco vintage ai saliscendi della città nebbiosa, cuore pulsante della California; una piccola perla segnata in rosso sulle guide turistiche. 

Già, il turismo. Da un lato la Milano d'oggi, proiettata al futuro, centro finanziario d'Italia. Dall'altro la città che accoglie milioni di turisti, con numeri in continua ascesa, e che li deve coccolare con le cartoline. Il Tipo 1928 è bellissimo nell'era Instagram, è innegabile. Piazzate l'1 verso Roserio davanti all'Arco della pace, un tocco di luce del tramonto, una pennellata di foglie d'autunno. Spettacolare. Ma toglietevi la macchina fotografica dal collo e appoggiate la Lonely Planet. Provate a salirci se siete in carrozzella. Cercate, per una volta, di guardarlo non come una carrozza con interni legno vintage che profumano d'eleganza d'altri tempi, ma come uno scarno mezzo di trasporto. Vi deve portare da A a B. Non deve farvi fare nessun viaggio nel tempo da belle époque. Non avete il tempo di aspettare l'assistenza o un mezzo attrezzato. Non volete e non potete spendere i soldi per i taxi. Siete in carrozzella; magari siete in compagnia di un altro amico a mobilità ridotta; magari siete più di due. Pensateci bene e concentratevi solo su questo. Tutta la fuffa dell'icona turistica svanisce. Lì non potete salire. L'hanno provato sulla loro pelle i Pirati disabili. Lo documenta bene il nostro Giampaolo Mannu in questo reportage con le telecamere nascoste. Tante braccia allargate, tanti "non so che dirvi", tanti "mandi una mail di reclamo". A chi? Per cosa? Qual è la colpa? Non avere l'uso degli arti inferiori?

Atm è probabilmente una delle più efficienti compagnie di trasporto pubblico italiane. Anzi, togliamo il probabilmente e allarghiamo il campo anche all'Europa. Guardate cosa è stato fatto a Copenaghen. Personale preparato, metro, filobus e tram puntuali. Il bilancio è luccicante: quasi 1 miliardo di fatturato, 10mila dipendenti, milioni di euro di utile. Prezzi più bassi di altre città europee. Chi si lamenta degli inconvenienti che possono accadere, dai piccoli guasti ai ritardi di qualche minuto all'ora di punta, o non ha mai viaggiato oltre Garbagnate o è in malafede. Atm investe in mezzi nuovi; tante sono le linee già moderne e altri centinaia di milioni di euro sono stati spesi o verranno spesi. Ne parliamo qui e qui.

E proprio questo è il punto. Se anche una sola persona disabile deve rimanere a terra, se anche a una sola persona in carrozzella viene negata quella che è semplice quotidianità per chiunque, ovvero salire sul tram 1500 amabile quanto scomodo e antiquato, è una sconfitta. Una bella batosta per tutti. Non importa se sia uno su mille. Il numero giusto è uno solo: zero. Atm ha la forza, la capacità, la lungimiranza per arrivarci a questa quota. E' molto semplice: si mettono convogli recenti ovunque. Il modello 1928 va in museo, dove deve stare nel 2019. Oppure si spolvera per eventi speciali, diventa monumento. Pensate alla Stazione Centrale: quando si arriva si è accolti da una bellissima locomotrice a vapore, la mitica 640.148. E' davanti alla Squadra Rialzo. Non traina più vagoni. E quello, su un piedistallo, è il posto del 1928. Signor sindaco, facciamolo. Cara Atm, facciamolo sul serio. Il numero giusto è zero. 

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