Tribunale dei brevetti, Milano ferma. Fontana attacca il governo: "Non favorisce il nord"

Il governatore: "Il governo ignora il comparto produttivo". Procedure non ancora attivate

Milano ferma al palo, almeno per ora. E scatta la polemica politica. L'argomento sul tavolo è la prossima sede del tribunale europeo dei brevetti, che dovrà lasciare Londra dopo la Brexit. Da ormai quasi due anni Milano ha avanzato ufficiosamente la propria candidatura dicendosi pronta ad essere il nuovo punto di riferimento continentale - soprattutto dopo aver perso la corsa per Ema, l'agenzia del farmaco - ma per il momento l'ufficialità latita. 

A denunciarlo è il presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana, che non risparmia una stoccata ai colleghi dell'esecutivo nazionale. "Il Governo non favorisce il nord e soprattutto ignora il suo comparto produttivo e dalla forte innovazione - ha scritto domenica sera il governatore su Facebook -. Gli Stati Ue tra soli 18 giorni valuteranno le candidature per l’assegnazione della sede del Tribunale Europeo dei Brevetti, decisione dovuta a causa della Brexit non potrà più vedere Londra come sede".

"Nonostante da oltre due anni Milano abbia palesato in tutti i modi la volontà e la capacità infrastrutturale di accogliere la sede del Tribunale Europeo dei Brevetti, al momento le uniche candidature pervenute sui tavoli europei sono quelle di Parigi e Amsterdam - ha sottolineato Fontana -. Sia Palazzo Chigi che la Farnesina ancora non hanno attivato le procedure per la candidatura, questo è grave".

"In settimana promuoverò ogni azione per responsabilizzare il Governo ad un’azione che tuteli un territorio da sempre locomotiva industriale del Paese - ha concluso -. Non si può perder tempo, non si può palesemente mostrare disinteresse verso un territorio che deve avere un ruolo fondamentale per il futuro dell’economia europea".

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