rotate-mobile
Mercoledì, 22 Maggio 2024
Attualità

Uber Eats chiude: licenziati tutti i dipendenti di Milano (e riders a piedi)

L'azienda americana di delivery lascia l'Italia. L'annuncio

Stop alle consegne. Da metà luglio chiude la costola italiana di Uber Eats, il colosso americano del delivery. L'annuncio è arrivato dalla stessa azienda: "Il nostro viaggio con Uber Eats è iniziato a Milano nel 2016. Nel corso di questi sette anni abbiamo raggiunto oltre 60 città in tutte le regioni italiane, lavorando con migliaia di ristoranti partner che hanno potuto beneficiare dei nostri servizi per ampliare la loro clientela e le loro opportunità di business, specie in periodi critici come quello dovuto al Covid. In questi sette anni migliaia di corrieri e delivery partner hanno avuto la possibilità di guadagnare attraverso la nostra app in modo facile e immediato", si legge in una nota. 

E nella stessa nota vengono spiegate le ragioni della chiusura: "In questi anni, purtroppo, non siamo cresciuti in linea con le nostre aspettative per garantire un business sostenibile nel lungo periodo. Ecco perché oggi siamo tristi di annunciare che abbiamo preso la difficile decisione di interrompere le nostre operazioni di consegna di cibo in Italia tramite l’app Uber Eats". L'azienda ha comunque assicurato che "il nostro obiettivo principale è ora quello di fare il possibile per i nostri dipendenti, in conformità con le leggi vigenti, assicurando al contempo una transizione senza problemi per tutti i nostri ristoranti e i corrieri che utilizzano la nostra piattaforma". 

I dipendenti per cui è stata avviata la procedura di licenziamento sono circa 40, praticamente tutti negli uffici milanesi. "L'azienda americana chiude 'baracca e burattini' per il 15 luglio, è arrivata oggi una comunicazione ufficiale prima ai lavoratori e poi ai sindacati a cui è stata inviata la lettera per l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per i dipendenti degli uffici, circa una quarantina di persone. Ai fattorini, invece, non spetta nulla come al solito, essendo formalmente in regime di collaborazione autonoma a ritenuta d'acconto o in partita iva, restano sprovvisti di tutela dal licenziamento e di ogni copertura sociale", la denuncia di Deliverance Milano, sindacato da sempre molto attento ai diritti dei fattorini. 

E proprio per il trattamenti riservato ai riders nel 2020 Uber Eats era finita sotto amministrazione giudiziaria nell'ambito di una inchiesta della procura di Milano. Il provvedimento era poi stato revocato nel marzo del 2021 dopo il riconoscimento del percorso "virtuoso" intrapreso dalla società in tema di tutele per i corrieri. "Le ragioni della chiusura sono spiegate in maniera chiara e limpida: gli investitori hanno disposto il ritiro dal mercato nel nostro Paese a fronte di una mancata crescita nel settore rispetto alle aspettative. Che cosa significa questo? Prima di tutto che il mercato del delivery è saturo e che non basta alle multinazionali come Uber, Deliveroo, Glovo o Foodora comprimere al massimo il costo del lavoro e il rischio d'impresa, scaricandolo sulle spalle dei lavoratori attraverso il cottimo, per restare in piedi. Questa è la riprova del fatto che - hanno concluso da Deliverance - occorre regolamentare al più presto la categoria e incentivare la contrattazione tra le parti sociali per garantire i lavoratori".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Uber Eats chiude: licenziati tutti i dipendenti di Milano (e riders a piedi)

MilanoToday è in caricamento