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Milano, il comune regalerà uova di Pasqua ai bambini delle famiglie in difficoltà

Si tratta di una fornitura di uova e colombe donate da un'azienda a Palazzo Marino

Colombe per i medici, per chi ha tenuto in ordine e pulita Milano in piena pandemia da coronavirus, ma anche per chi ha guidato un mezzo pubblico. E poi uova di pasqua per i bambini delle famiglie più bisognose. Verranno distribuiti i dolci che sono stati donati al comune di Milano. Lo ha annunciato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nella mattinata di giovedì 9 aprile durante un videomessaggio sui social.

"In questi giorni — ha chiosato Sala — doneremo anche trentamila colombe e uova di Pasqua che un importante produttore ha regalato al Comune: le porteremo negli ospedali oppure le daremo a chi ha lavorato per noi in questi giorni, per esempio a chi ha guidato un mezzo pubblico o ha pulito le strade".

Ma il sindaco, affrontando il discorso di come potrebbe cambiare Milano per effetto del Coronavirus, ha lanciato anche un'idea: scaglionare l'orario di apertura delle scuole della città. "Le scuole aprono tutte alla stessa ora e in quella fascia oraria le strade sono piene le macchine incolonnate e c'è il peggio per l'inquinamento — ha chiosato —. Ovviamente ha un senso: si portano i bambini a scuola e poi si va al lavoro ma non è immaginabile che invece si scaglioni un po' l'orario di apertura degli istituti scolastici, rendendo diverso il traffico e quindi inquinamento?".

Ma i cambiamenti non riguarderanno solo la scuola. "A tutti noi è capitato di dire o di sentire dire che nulla sarà come prima del coronavirus e che cambierà tutto — ha dichiarato Sala —. È logico ma diventerà reale se noi lo vorremmo, cioè se noi saremo disponibili a mettere un po' in crisi nostri comportamenti per accettare il cambiamento, e questo vale per tutti. In altre parole bisognerà capire se lo smart working, che oggi è diventata una realtà, si perderà totalmente o in parte lo utilizzeremo ancora? Oppure questa nostra abitudine molto latina di fare in continuazione riunioni, di metterci uno di fronte all'altro e che ci costringe continuamente in giro per la città, rimarrà così oppure useremo le tecnologie?".

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