Lombardia, corsa contro il tempo per i vaccini: "In ritardo, si partirà soltanto a novembre"

Il Pd ancora all'attacco: "Campagna in ritardo. Così sono a rischio tutti i lombardi"

È mercoledì 15 luglio, l'Omceo - l'ordine dei medici - lancia il suo monito: "Vaccini o rischio nuova quarantena". Esattamente 15 giorni dopo, giovedì 30 luglio, il Partito democratico in regione volta le carte: "La Lombardia è in ritardo, rischiamo di non avere le dosi". Il 26 agosto la regione risponde, anche in maniera abbastanza piccata, e garantisce che i vaccini ci saranno per tutti e che partiranno a ottobre. Venerdì 4 settembre, 50 giorni dopo il primo allarme, quel rischio sembra quanto mai concreto, quasi una certezza. È corsa contro il tempo al Pirellone per far partire con puntualità la campagna vaccinale ad ottobre, come tra l'altro promesso dallo stesso Pirellone. 

Ad accendere nuovamente i fari sulla questione - dopo una lettera inviata dal welfare ai medici di base - sono stati i dem regionali, per bocca della consigliera Carmela Rozza. “Le nostre previsioni si stanno, purtroppo, avverando – il suo j'accuse -. La regione arriva impreparata all’appuntamento autunnale, nonostante tutto quello che è successo nei mesi scorsi".

"In Lombardia la campagna vaccinale partirà troppo tardi, nonostante il ministero chiedeva di anticiparla a inizio ottobre per l’emergenza covid-19. Non solo la campagna inizierà a novembre, ma la stessa circolare dice che non è ancora noto alla Regione quando saranno consegnate le dosi di vaccino acquistate", sottolinea la consigliera al Pirellone.

"In attesa delle date di consegna"

Nella circolare si legge: "La campagna vaccinale inizierà con l’offerta ai pazienti fragili a partire dalla seconda metà di ottobre, garantendo tra l’altro la disponibilità a partire dal mese di novembre dei professionisti che effettuano la campagna agli over 65 in più punti di erogazione per consentire il distanziamento come da regole anti covid-19". 

Foto - Una parte della nota

vaccini over 65-2

E ancora, sempre nella nota interna: “Nelle more della comunicazione da parte delle aziende produttrici di vaccini delle date esatte di consegna si riportano i periodi indicano le tempistiche di massima di inizio e fine campagna: appena disponibili verranno fornite le date esatte di consegna dei vaccini", scrivono dal Pirellone ai medici.

In sostanza, al 4 settembre, a meno di un mese da ottobre in regione ancora non si sa quando saranno consegnate le dosi. E non è tutto. Perché - evidenza la Rozza - "la Regione ammette che per la fascia dei 60-64enni si aspetterà di vedere quante dosi rimarranno disponibili dalla campagna degli over 65".

Foto - Una parte della nota

vaccini 60-64-2

Ma i problemi non sono ancora finiti. "Vengono ignorati tutti gli altri cittadini e il mondo della scuola - prosegue la sfuriata della consigliera -. Per i più piccoli, dai 2 ai 5 anni, che sono una fascia delicatissima per la difficoltà oggettiva a gestire il contagio, è già chiaro che le vaccinazioni non inizieranno prima della seconda o terza settimana di novembre". 

Foto - Una parte della nota

vaccini scuola-2

È "decisamente troppo tardi, con il rischio che le influenze siano già abbondantemente diffuse. Una gestione del genere - conclude la dem - mette tutti i lombardi nuovamente a rischio.”

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