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Salute

Il punto sul vaiolo delle scimmie a Milano e in Lombardia

La maggior parte dei casi in regione è concentrata nella zona dell'Ats di Milano

Sono 314 in Lombardia le persone contagiate dal vaiolo delle scimmie, la maggior parte concentrate nella zona dell'Ats di Milano (221). Solo due i casi che riguardano donne. Mentre, fanno sapere dalla direzione generale Welfare della Regione, al momento sono 997 le vaccinazioni somministrate.

Dove fare il vaccino a Milano

Le dosi del vaccino erano andate quasi sold out in 24 ore anche per questo il Pirellone aveva fatto sapere che si sarebbe corso subito al riparo. "Considerata l'elevata adesione alla prenotazione - ha rimarcato la vicepresidente ed assessore al welfare, Letizia Moratti - ho dato disposizione alla direzione generale di attivarsi subito per richiedere la fornitura di ulteriori dosi di vaccino al ministero della salute. La raccolta delle prenotazioni proseguirà oltre le 2mila dosi attualmente disponibili, formando una eventuale lista di attesa che sarà smaltita non appena regione Lombardia verrà rifornita. Anche in questa occasione - ha concluso la numero due della regione - il forte senso civico dei cittadini lombardi si è confermato encomiabile".

La campagna vaccinale è rivolta - aveva chiarito la stessa regione - a persone con meno di 45 anni che lavorano in laboratori con possibili esposizioni dirette al virus e "a persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e che hanno avuto comportamenti sessuali a rischio". Tra questi, il ministero della salute ha indicato: "Storia recente con più partner sessuali, partecipazione a eventi di sesso di gruppo, partecipazione a incontri sessuali in locali, club, cruising, saune, recente infezione sessualmente trasmessa, abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche".

Cos'è il vaiolo delle scimmie

"Il vaiolo delle scimmie è una 'zoonosi silvestre' che può comportare infezioni umane accidentali, che di solito si verificano sporadicamente nelle parti boscose dell'Africa centrale e occidentale. È causato dal virus del vaiolo delle scimmie che appartiene alla famiglia degli orthopoxvirus. - aveva informato la dg Welfare lombarda in una nota -. Può essere trasmesso per contatto e per esposizione alle goccioline. Il periodo di incubazione del vaiolo delle scimmie è generalmente compreso tra 6 e 13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni".

La malattia è spesso autolimitante con sintomi, aveva specificato Palazzo Lombardia, "che di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni. I sintomi possono essere lievi o gravi e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose". "Il serbatoio animale del virus rimane sconosciuto, anche se è probabile che sia tra i roditori. Fattori di rischio noti sono il contatto con animali vivi e morti e la caccia e il consumo di selvaggina. Storicamente, la vaccinazione contro il vaiolo - hanno concluso dalla regione - ha dimostrato di essere protettiva contro il vaiolo delle scimmie". 

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