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Un rendering del progetto

Un rendering del progetto

Parco Nord, via ai lavori per la vasca anti esondazioni del Seveso: "Finalmente si parte"

Iniziati i lavori al parco Nord per la vasca. L'assessore Maran: "Finalmente si parte"

Via ai lavori. Sono ufficialmente partiti lunedì mattina, dopo mesi e mesi di ricorsi e contro ricorsi, i lavori di costruzione della vasca di contenimento delle piene del Seveso all'interno del Parco Nord, che servirà - insieme ad altre tre strutture simili - per cercare di ridurre al minimo le possibilità di esondazione del torrente in caso di piogge abbondanti. 
 
L'ok indiretto era arrivato nelle scorse ore, quando il tribunale Superiore delle Acque Pubbliche aveva bocciato la richiesta cautelare di sospensione dei lavori presentata dal comitato "No vasca" di Bresso, da sempre contrario all'opera che sorgerebbe nel territorio comunale di Milano, ma a pochissima distanza dal condominio di via Papa Giovanni XXIII a Bresso. Ottenuta la vittoria in aula, palazzo Marino ha deciso di partire immediatamente e lunedì mattina è stato aperto il cantiere. 

"Finalmente si parte - ha esultato Pierfrancesco Maran, assessore al verde e urbanistica -. Questa è una delle vasche necessarie a ridurre drasticamente il rischio di esondazioni del Seveso. La competenza sul dissesto idrogeologico è nazionale e regionale, ma Milano è l'unico comune italiano che interviene con risorse proprie a finanziare gli interventi proprio perché il problema del Seveso è cosi rilevante. Finalmente son superati i ricorsi vari e si può iniziare a lavorare anche su questa vasca, piccola comparata a quella in realizzazione a Senago, ma fondamentale nel progetto".

"Come Venezia, ma con l'acqua sporca": Milano e il Seveso

"Parco Nord un tesoro da proteggere"

"Il Parco Nord è un tesoro da proteggere e anzi da ampliare – ha rimarcato Marco Granelli, assessore ai lavori pubblici del comune di Milano –. Con questo intervento salvaguardiamo i quartieri della città dalle esondazioni del fiume Seveso ma al contempo investiamo su un'area verde, costruendo un lago, piantando nuovi alberi e sottraendo al degrado altre aree che saranno restituite alla comunità. È stato un lungo percorso ma oggi con l'avvio dei lavori anche a Milano siamo certi di essere più vicini a liberare i milanesi da un flagello vecchio di cinquant'anni".

“Nel bacino del Seveso – gli ha fatto eco l'assessore regionale alla protezione civile, Pietro Foroni – sono quindi avviate tutte le grandi opere strutturali per la prevenzione dei danni causati dalle frequenti esondazioni del Seveso lungo tutto il suo corso. Mi preme infine sottolineare che Regione Lombardia mette la massima attenzione anche agli interventi locali di manutenzione e di riqualificazione ecologica ed ambientale del torrente. In questi ultimi anni, nell'ambito del Piano di Azione del Contratto di Fiume Seveso, sono state impegnate e spese importanti risorse economiche per il miglioramento ecologico del corso d'acqua e di alcuni affluenti, per il potenziamento della depurazione e per l'affinamento depurativo di alcuni scaricatori delle reti di drenaggio urbano. Anche nei prossimi mesi saranno individuate risorse da destinare alla programmazione di interventi manutentivi ordinari e straordinari sull’intero bacino; questo a testimoniare l'impegno di Regione Lombardia su questo bacino idrografico particolarmente critico e complesso per il forte carico insediativo, uno dei maggiori d'Europa, e per la costante sfida che pone a tutti i livelli istituzionali che operano per la risoluzione ed il miglioramento delle condizioni territoriali ed ambientali del bacino stesso”.

Il lago che evita le esondazioni 

A illustrare i dettagli del progetto ci ha pensato il comune. "La vasca all’interno del Parco Nord è un bacino artificiale, un laghetto adatto anche per la nidificazione e stazionamento degli uccelli acquatici, alimentato con acque pulite di falda, costantemente mosse in modo da ossigenare le acque, evitare ristagni e la propagazione di alghe. Il laghetto è circondato da un bosco che verrà ampliato con numerose nuove alberature. Per la quasi totalità dell’anno la vasca è un luogo ricreativo, con percorsi ciclabili e pedonali a diverse altezze, spazi attrezzati per la sosta e aree verdi. Solo nei casi di piogge eccezionali e di esondazione, mediamente 6 volte all’anno, la vasca si riempie di acqua del fiume che, prima di entrare nel bacino artificiale, viene ripulita dai rami e altri materiali grazie a un sistema di griglie", hanno sottolineato da palazzo Marino.

"L’acqua rimane nella vasca per la durata della piena e poi viene reimmessa nel Seveso, il bacino viene ripulito e riempito con acqua pulita, per tornare a essere un lago. Questo processo dura da due a cinque giorni. Per la sicurezza dei cittadini tutti gli accessi sono videosorvegliati. Inoltre, in occasione delle piene, un sistema di barriere automatiche impedisce l'accesso a pedoni e biciclette, dando comunicazione di allerta tramite pannelli a messaggio variabile", hanno proseguito.

"Questa vasca fa parte di un sistema pensato per evitare che le piene del Seveso danneggino centri abitati e quartieri, arrecando rischi alle persone e ingenti danni materiali. Il progetto di contenimento prevede l'adeguamento delle aree golenali - aree dove il torrente fuoriesce naturalmente quando va in piena) di Cantù, Carimate e Vertemate con Minoprio -, una vasca a Lentate, una Paderno Dugnano, una Senago" e proprio quella di Milano. 

"La vasca 4 - Milano è vicina all'imbocco dell'interramento del fiume Seveso. Serve per contenere le piene che si formano a sud del Canale Scolmatore Nord Ovest ed evita che l’acqua fuoriesca dai tombini allagando i quartieri di Niguarda, Pratocentenaro, Ca’ Granda, Istria, Zara, Maggiolina e Isola - hanno evidenziato ancora dal comune -. A compensazione dell’intervento di costruzione della vasca, vengono ampliate le aree pubbliche in gestione al Parco per una superficie tre volte più grande delle dimensioni della vasca. Queste nuove aree, ora di proprietà privata e fortemente degradate, saranno acquistate e affidate al Parco, che le renderà verdi, permeabili e vi pianterà centinaia di alberi". La fine dei lavori è prevista per l'estate 2022. Da progetto l’area di laminazione ha una superficie di circa 38.000 metri quadri che permette di trattenere l’acqua del Seveso in caso di esondazione fino a 250 mila metri cubi.

Interventi per 170 milioni

"Proseguono - ha fatto poi sapere il comune di Milano in una nota - anche tutte le attività per la realizzazione delle aree di laminazione delle piene sul torrente Seveso, a protezione delle zone esondabili della Brianza, della Città Metropolitana e di Milano. Nonostante le difficoltà legate all'emergenza sanitaria ancora in corso, sono proseguite le gare di appalto delle opere principali e sono ripresi i lavori dei cantieri già avviati".

“Dopo 50 anni di attesa – hanno sottolineato Pietro Foroni, assessore al Territorio e Protezione Civile di Regione Lombardia, e Marco Granelli, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Milano – risposte concrete per prevenire le esondazioni e tutelare le zone rivierasche della Brianza e della Città Metropolitana, sei quartieri di Milano, decine di migliaia di cittadini, centinaia di esercizi commerciali e imprese esposte al rischio di esondazione del Seveso”.

Si tratta - hanno spiegato da palazzo Marino - di "un piano complessivo per 142 milioni di euro per il Seveso di cui 112 dal Governo, 20 dal Comune di Milano, 10 da Regione Lombardia. A questi vanno aggiunti altri 23 milioni di euro di Regione Lombardia per il potenziamento del Canale scolmatore di nord-ovest, quello che parte dal Seveso tra Paderno Dugnano e Palazzolo, e altri 7,6 milioni arrivati dallo Stato nel 2019 per consolidare il Redefossi, il canale sotterraneo dove viene confluita l’acqua del Seveso a Milano".

Gli altri progetti

Due opere sono già concluse: l’adeguamento dello scolmatore di nord ovest, realizzato da Aipo, ed il consolidamento del tratto coperto del Seveso a Milano, realizzato da Mm.

"Sono ripresi e proseguono a pieno ritmo i lavori già appaltati dell'area di laminazione di Senago sul Canale scolmatore di nord-ovest, che permetterà il raddoppio della portata scolmata dal Seveso a Paderno Dugnano-Palazzolo e laminerà contestualmente anche le piene dei Torrenti Pudiga e Garbogera. Aipo, che svolge le funzioni di stazione appaltante delle opere nella parte medio-alta del bacino del Seveso, ha inoltre in fase conclusiva le gare di appalto delle cosidette Aree Golenali nei Comuni di Cantù, Carimate e Vertemate con Minoprio e dell'area di laminazione di Lentate sul Seveso", ha continuato il comune. 

"Entrambe queste opere, oltre a difendere localmente le zone abitate rivierasche del Seveso nei territori comasco e brianteo, contribuiscono in modo determinate alla laminazione dell'onda della piena a difesa delle zone di valle, per raggiungere l'obiettivo dell'azzeramento della piena centenaria nel nodo idraulico di Palazzolo. Se non vi saranno intoppi o ricorsi sulle gare di appalto, si presume che i lavori sulle Aree Golenali inizieranno entro fine anno in corso mentre quelli di Lentate sul Seveso inizieranno nella primavera 2021".

E ancora: "È pronto ed in fase di approvazione per l'avvio della gara di appalto dei lavori anche il progetto di bonifica del sito ove sarà realizzata l'opera di laminazione di Paderno-Varedo. Questo progetto, oltre a laminare le piene del Seveso, contribuirà - anche grazie alla nuova norma sulla rigenerazione urbana - alla riqualificazione ambientale dell'area dell'ex-Snia di Varedo abbandonata e degradata da decenni, restituendo una parte dell'area stessa a parco cittadino fruibile nei periodi di non utilizzo come opera idraulica per la laminazione. Anche in questo caso la progettazione esecutiva della parte idraulica e di riqualificazione ambientale è in corso di affidamento a cura di Aipo e sarà completata entro novembre. I lavori della bonifica potranno partire nei primi mesi del 2021".

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