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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Manca manodopera per la vendemmia: in Lombardia si pensa a chi riceve il reddito di cittadinanza

L'annuncio dell'assessore: "Coinvolgeremo i cittadini con il reddito di cittadinanza"

A.A.A. manodopera cercasi. Regione Lombardia guarda alla prossima vendemmia, ormai imminente, e lancia l'idea di reclutare i cittadini che hanno diritto al reddito di cittadinanza. A comunicare la novità, lunedì mattina, è stato l'assessore regionale lombardo all'agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, Fabio Rolfi. 

"Sotto il profilo professionale - ha spiegato - dobbiamo ovviare al problema del reperimento della manodopera. Il protocollo del governo prevede infatti la quarantena per i braccianti che arrivano dall'estero. Ora più che mai ritengo un errore la scelta fatta da Roma di non reintrodurre i voucher in agricoltura. Regione Lombardia - ha annunciato l'assessore - intende però rispondere alla domanda del settore agricolo, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, coinvolgendo anche i cittadini percettori del 'reddito di cittadinanza'. In particolare, raccoglieremo le candidature, d'intesa con le organizzazioni professionali, attraverso il contributo dei centri per l'impiego, ai quali chi intende candidarsi potrà inviare una mail di adesione indicando esperienze, disponibilità e 'situazione logistica'".

"Le candidature che giungeranno saranno messe a disposizione delle organizzazioni professionali - Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri - che indirizzeranno le diverse tipologie di collaboratori alle singole aziende agricole, a seconda delle necessità e delle caratteristiche. I dati saranno gestiti nel rispetto della normativa sulla privacy", hanno assicurato dal Pirellone. 

Quindi, una dimostrazione d'orgoglio: "Il vino lombardo è sempre più conosciuto e apprezzato nel mondo. Questa crisi economica deve insegnarci ad alzare ulteriormente la qualità dei prodotti, la capacità di comunicare all'esterno ciò che facciamo e a fare squadra, per andare compatti ad affrontare i mercati. La Lombardia produce per oltre il 90% vini certificati: Doc, Docg e Igt. Siamo diventati una grande regione vitivinicola. I produttori mi dicono che quella del 2020 sarà un'ottima annata, meteo permettendo. Allora la Regione deve fare ciò che le compete per aiutarli: burocrazia zero, aiuti economici rapidi e soluzioni al problema della manodopera, che - ha ribadito Rolfi - sembra in questo momento quello che più preoccupante per il settore".

"Sotto il profilo economico - ha concludo - abbiamo lanciato #iobevolombardo, un bando semplificato da 3 milioni di euro con cui promuoviamo l'acquisto di vino locale da parte dei ristoranti Lombardi. Un intervento molto apprezzato che intendiamo replicare in futuro".

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