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Milano, lo sport per tutti (davvero): il centro sportivo che rinasce con il calcio popolare

Il centro sportivo di via Bechi pronto a ospitare scuola calcio e rugby per bimbi con prezzi popolari, il campionato di terza categoria ed eventi aperti a tutto il quartiere. Il progetto

Una scuola di calcio per i più piccoli. Un luogo per insegnare il rugby. Un posto per permettere a chiunque di avere una possibilità. Un punto di ritrovo per eventi, appuntamenti, serate culturali e all'insegna del divertimento. Una sorta di scuola di vita, insomma. Tutto sotto lo stesso tetto. Che però, al momento, è da rifare. 

È grande il sogno delle ragazze e dei ragazzi del St. Ambroeus Fc, la prima squadra d'Italia - chiaramente nata a Milano - composta da rifugiati e migranti. Dopo aver scritto questo particolare ed esclusivo record, i giovani promotori del progetto hanno deciso di tentare un'altra avventura e di fare un altro passo, chiaramente sempre all'insegna dello sport popolare e della solidarietà.

Da settembre il St. Ambroeus sta collaborando con Asd Gorlese, Stella Rossa Rugby e Asd Sport in Zona alla rinascita del centro sportivo, con l'obiettivo di trasformarlo in un punto di ritrovo per tutti i ragazzi di zona. È "da sempre un punto di riferimento per il quartiere. Lo è per chi a Gorla ci è cresciuto, lo è anche per chi ci è arrivato da meno tempo. Lo sport è un linguaggio universale che permette a tutti di stare insieme rompendo barriere linguistiche, culturali ed economiche", spiegano i ragazzi, sottolineando che "nonostante le sue enormi potenzialità, il centro vive da anni un’importante situazione di abbandono e degrado strutturale".

Come rinasce il centro sportivo

Al degrado e all'abbandono, però, c'è un'alternativa. E a proporla sono proprio St. Ambroeus, l'Asd Gorlese - titolare della concessione - la "Stella rossa rugby", storica società meneghina della palla ovale, e "Sport in zona", il gruppo che da anni organizza il torneo "No league", una sorta di campionato di calcio dei centri di aggregazione delle periferie milanesi. 

"Vogliamo restituire il centro sportivo alla città e trasformarlo in una casa aperta a tutti. Vogliamo utilizzare lo sport come strumento di coesione sociale e rigenerazione urbana in una delle zone più difficili di Milano troppo spesso abbandonata dalle istituzioni - raccontano i ragazzi -. Non siamo né architetti, né ingegneri, né tantomeno muratori o operatori specializzati, ma ci piace rimboccarci le maniche. Noi e i nostri volontari stiamo attivamente lavorando per riportare questo luogo in vita ed ampliare le attività al pubblico, ma certi lavori richiedono personale specializzato e costi onerosi".

La raccolta fondi su GoFoundMe

Calcio, rugby ed eventi per tutti

Per questo i giovani hanno avviato una raccolta fondi su "GoFoundMe", che ha già raccolto un discreto successo arrivando a 3.500 euro di donazioni. I lavori da fare non sono pochi: "La ricostruzione del tetto, l'installazione della nuova caldaia, la riverniciatura di tutti i muri, la costruzione di una sala adibita a magazzino e di un bar club house infine la progettazione di due nuovi spazi all'aperto, uno dedicato a feste ed eventi, un altro invece che vogliamo trasformare in campetto da basket ad uso gratuito per il quartiere". 

"Vorremmo che ci fossero anche una scuola calcio e una scuola rugby per i giovani del quartiere - anticipa a MilanoToday, Davide, uno dei protagonisti del progetto -. Siamo convinti che lo sport debba essere accessibile per tutti e quindi faremo pagare il meno possibile le iscrizione e garantiremo che chiunque possa partecipare secondo le proprie possibilità. Lo sport è uno strumento utile per trasmettere messaggi inclusivi e formativi, è un punto di riferimento educativo". 

Le idee sono chiarissime: "In un quartiere in cui le istituzioni latitano e non c'è molto per i più giovani, noi vorremmo fare qualcosa per loro. Faremo anche iniziative culturali - sottolinea Davide - e apriremo le nostre porte a qualsiasi esperienza positiva che sia rivolta al quartiere".

Così il centro sportivo di via Bechi diventerà la casa del St. Ambroeus. E la casa di tutto il quartiere.
 

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