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Il Villaggio olimpico sfratta la 'casa' che accoglie clochard e famiglie senza un tetto

L'appello dei gestori: "Non possiamo dimenticare chi ancora ha bisogno di noi"

Senza una casa. Loro che sono abituati a darne una a chi non ce l'ha. Sono rimasti senza un tetto le donne e gli uomini della fondazione Fratelli di San Francesco d'Assisi, che gestiscono la "Casa Santa Chiara" di viale Isonzo, una struttura che accoglie clochard e famiglie richiedenti asilo che non hanno un posto in cui dormire a Milano. 

Lo spazio in cui si trova la loro comunità d'accoglienza, infatti, sarà completamente trasformato dal Villaggio olimpico che sorgerà in vista dei Giochi del 2026 e per loro bisognerà trovare un luogo diverso. 

"Il nostro è un grazie di cuore, sentito e sincero, ma anche un appello al comune di Milano e alle ferrovie, e a Coima, Convivio e Prada", che sono i maggiori protagonisti del progetto, le parole di fratel Clemente, direttore delle opere della Fratelli di San Francesco d'Assisi. "Lasciamo dopo tanti anni l'area di Scalo Romana per consentire al Villaggio olimpico di nascere, convinti che questo rappresenti per la città un importantissimo punto di arrivo e di ripartenza, felici perché sarà una grande opportunità per molte persone che ci lavoreranno", le parole del religioso. 

Però, c'è un però. "Ora dobbiamo trovare un posto ai tanti rifugiati che dovranno lasciare Casa Santa Chiara che qui era collocata - ha rimarcato fratel Clemente -. Da tempo ci stiamo organizzando, perché eravamo consapevoli che avremmo dovuto trasferirci con tutte le persone che assistiamo, ma adesso che è arrivato il momento e lo Scalo Romana verrà trasformato in Villaggio olimpico non è facile trovare una nuova collocazione per tutti". 

"Al momento sono ancora tanti i clochard, le famiglie, i minori che dobbiamo riuscire a collocare: non possiamo dimenticare chi ancora ha bisogno di noi, abbiamo dato loro un tetto ed assistenza, desideriamo con tutto il cuore continuare a farlo - ha ribadito -. Mi appello quindi a chi ci ha aiutato fino ad ora consentendoci in questi vent'anni in Scalo Romana di realizzare un importante centro di accoglienza per combattere il degrado ed aiutare le persone in difficoltà. L'aiuto che ci hanno dato è stato fondamentale e ne abbiamo ancora bisogno per trovare strutture e spazi alternativi". 

"Chiederemo nei prossimi giorni di incontrare gli amministratori di Coima, Convivio e Fondazione Prada, che sappiamo essere sensibili alle tematiche sociali - ha concluso il direttore delle Opere della Fratelli di San Francesco - per avviare un villaggio della Carità, un nuovo progetto milanese rivolto alle persone fragili. Sono tante le cose da fare per i più deboli, e tutti insieme possiamo riuscirci".

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