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Sabato, 27 Novembre 2021
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Quasi mille donne hanno chiesto aiuto in sei mesi a Milano per violenza fisica o psicologica

I numeri del primo semestre del 2021

Sono circa 2.200 le richieste pervenute, da parte di 971 le donne, nel primo semestre del 2021 alla rete dei centri antiviolenza a Milano. Il Comune di Milano mette a disposizione nove centri antiviolenza e nove case rifugio; offre inoltre ascolto attraverso colloqui telefonici o in sede, assistenza sanitaria, legale, consulenza psicologica o psichiatrica. Cinquanta donne hanno concordato un percorso di accoglienza nelle case rifugio. Un numero stabile rispetto agli anni precedenti ma con richieste che fotografano situazioni sempre più complesse.

La maggior parte delle donne è italiana (64%), l'età è soprattutto tra i 18 e i 39 anni (360 casi) mentre le donne tra i 45 e i 54 anni sono state circa 330. La violenza è quasi sempre di tipo psicologico (800 e più) o fisico (oltre 650) ma anche sessuale (oltre 230) ed economico (oltre 210). Il 59% delle donne aiutate ha figli - spesso minori - che quindi, quasi sempre, hanno assistito alla violenza nei confronti della madre. Nel 74% dei casi gli ‘aguzzini’ sono mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi, partner o ex partner.

"Necessario un cambiamento culturale"

"È necessario un cambiamento culturale che ci faccia sentire tutti e tutte parte del problema - commenta Diana De Marchi, presidente della commissione pari opportunità a Palazzo Marino - perché le donne non possono e non devono essere lasciate sole ad affrontare la violenza e i maltrattamenti. Per questo, in Lombardia abbiamo costituito la Rete Antiviolenza coordinata dal Comune di Milano, attiva da molti anni nel sostenere le donne che decidono di sottrarsi a situazioni di maltrattamento domestico e violenza di genere lungo tutto il percorso, offrendo: accoglienza e ascolto basati sulla relazione di genere, supporti psicologici, giuridici (civili e penali), professionali/lavorativi, abitativi ed economici. Nonostante la scarsità delle risorse messe a disposizione degli enti locali, abbiamo continuato ad aumentare le risorse economiche e umane per la rete antiviolenza della nostra città".

"La città di Milano - dichiara l’assessore al welfare Lamberto Bertolè - da molto tempo è impegnata a contrastare la violenza sulle donne e, insieme alla straordinaria rete delle case rifugio e dei centri antiviolenza e alle molte realtà impegnate sul territorio, abbiamo creato un sistema che lavora sia sulla prevenzione del fenomeno che sulla costruzione di percorsi personalizzati di liberazione e fuoriuscita dalla spirale di violenza e riacquisizione dell’autonomia. L’amministrazione ha già approvato un investimento di 1,6 milioni di euro per sostenere questo tipo di attività nel prossimo biennio: uno sforzo che ci impegniamo a mantenere e intensificare, cercando di far emergere le richieste di aiuto e superando il muro della diffidenza che si erge molto alto in questi casi. Quest’anno, in particolare, Milano si schiera a fianco delle donne afghane che si sono viste negare diritti fondamentali faticosamente conquistati nel corso del tempo. Al loro coraggio vogliamo dedicare questa importante giornata".

La sensibilizzazione

Mercoledì 24 e giovedì 25 novembre, sugli schermi delle stazioni del metrò e a bordo dei mezzi di superficie sarà trasmesso un video che parte dallo stereotipo del 'se l'è cercata lei' per fare emergere la forza e l'energia delle donne, esaltando la scelta di uscire dalla spirale di violenza. Verrà inoltre pubblicizzato il numero gratuito antistalking e antiviolenza 1522, attivo 24 ore su 24. E giovedì 25 novembre sarà esposto a Palazzo Marino lo striscione 'Milano con le donne afghane' per espirmere vicinanza alle bambine e alle donne dell'Afghanistan vittime dell'oscurantismo talebano. La società biofarmaceutica Gilead Sciences, infine, erogherà ventimila euro per la realizzazione di tirocini e borse lavoro per percorsi e progetti di reinserimento lavorativo e riqualificazione professionale per donne vittime di violenza di genere, servizi per la conciliazione famiglia-lavoro, progetti di autonomia abitativa, spese per la promozione della salute, spese legali per iter giuridici civili.

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