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Venerdì, 19 Agosto 2022
Attualità Crescenzago / Via Angelo Rizzoli

Verde e il fabbricato in legno più grande d’Italia: così rinasce Crescenzago

Cantiere aperto per costruire 'Welcome', il nuovo edificio che sorgerà nella storica sede della Rizzoli

Crescenzago, il quartiere nella periferia nord est di Milano, si trasforma. Attraverso legno e verde la storica sede della casa editrice Rizzoli acquisisce nuova vita. Il progetto si chiama 'Welcome, feeling at work' e i cantieri per realizzarlo sono aperti. Grazie ai piani dello studio dell'architetto giapponese Kengo Kuma, con la collaborazione del botanico Stefano Mancuso, la struttura diventerà uno spazio di lavoro che ha al centro gli elementi naturali.

Ufficio progetto Kengo Kuma & Associates

"Sarà il fabbricato in legno più grande d’Italia - scrive Beppe Sala sui social dopo una visita al cantiere - e ospiterà uffici, aree di coworking, un supermercato, un centro medico, servizi. Ci sarà anche una grande piazza verde aperta al pubblico. Di fronte a 'Welcome' si affaccerà 'Green Between, tessiture urbane', per la cui realizzazione è capofila Redo SGR. Si tratta di un progetto di housing sociale che porterà a creare 350 unità abitative a prezzi accessibili". Il progetto, finanziato da un fondo gestito da PineBridge Benson Elliot, come specificato quando era stato presentato lo scorso anno, vuole essere "tra i più sostenibili mai realizzati" e si pone come "un passo avanti nell’architettura e nella concezione del lavoro, coniugando benessere della persona e rispetto dell’ambiente".

"Rendere le giornate di lavoro più vivibili alle persone è stato l’obiettivo più nobile raggiunto da questo progetto - aveva dichiarato Antonio Napoleone, presidente di Europa Risorse -: luce naturale, controllo dei rumori, invito al movimento, mangiare sano, ampi spazi interni ed esterni per incontri di lavoro, facile circolazione, e tante altre attenzioni per la persona, in linea, tra l’altro, con la nuova cultura post-covid. Il progetto 'Welcome, feeling at work' va oltre la sostenibilità, che oggi è un dovere morale e non più una scelta, in quanto esso mette le persone a lavorare nel proprio ambiente naturale e solo così si prende vera coscienza di come esso sia parte di noi stessi e meriti più rispetto. Lavorando in tali condizioni si produce meglio, ci si ammala meno e ci si convince profondamente di dover lasciare un pianeta più vivibile per i nostri figli".

"Dentro e fuori, pubblico e privato, lavoro e tempo libero si fondono in Welcome, collegati da un filo verde che permea tutto il progetto - avevano detto i costruttori -. La piazza, ricca di vegetazione e circondata da morbide colline; le corti open air, destinate al lavoro informale e agli incontri; le terrazze, concepite come estensioni degli spazi esterni, che ospiteranno orti, giardini fioriti, camminamenti; le serre, che si declineranno come luoghi speciali di lavoro, ma anche di intrattenimento e svago, luoghi per le mani e per la mente. Non una barriera né un monumento, ma un luogo accessibile e permeabile in ogni direzione".

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