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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Se nel 2021 a Milano ci sono ancora circhi con animali

La giunta guidata da Sala promette innovazione e attenzione all'ambiente ma il regolamento sull'uso di animali per gli spettacoli circensi, finora, non ha portato cambiamenti

Chiunque non provi almeno un po' di disagio nel vedere quest'immagine forse dovrebbe essere sottoposto a una terapia d'urto analoga al trattamento Ludovico del film Arancia Meccanica, che al posto di provocare repulsione per la violenza, però, generi empatia di fronte al dolore. La fotografia purtroppo è stata scattata in questi giorni in piazzale Cuoco a Milano, dove le tigri vengono tenute in attesa di esibirsi con il circo. 

Gli animali sono stati immortalati mentre percorrono i pochi metri quadri del loro recinto, e osservando lo scatto più attentamente, in secondo piano, si vedono altre gabbie, più piccole e oltremodo anguste, dove evidentemente vengono costrette in altri momenti, con molta probabilità durante i lunghi ed estenuanti viaggi che devono affrontare per spostarsi da una città all'altra. Ma tutto ciò è perfettamente legale. Eppure il punto è proprio questo. A livello europeo Paesi come Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Grecia, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Olanda hanno vietato completamente i circhi che coinvolgono gli animali o introdotto norme molto severe in materia.

E in Italia? Nel 2020 a Milano è stato introdotto un nuovo regolamento in materia, ma nella realtà non è cambiato proprio nulla. Approvato lo scorso 3 febbraio dal Consiglio comunale, infatti, il nuovo Regolamento animali diceva basta ai circhi e agli spettacoli che utilizzano animali selvatici; tuttavia, in mancanza di una legge a livello nazionale, il divieto non può essere applicato. In passato alcune città avevano già cercato di bandire queste iniziative fallendo puntualmente poiché, ogni volta, l'Ente circhi presentava ricorso al Tar e vinceva sistematicamente.

La nuova giunta, guidata sempre dal sindaco Beppe Sala, durante il primo consiglio comunale di giovedì 21 ottobre ha parlato anche di voler dare vita a una città innovativa, sostenibile. E giusta.  Tutti obiettivi che mal si conciliano con uno spettacolo crudele e figlio di una mentalità anacronistica, che vede nell'animale selvatico un essere da sottomettere e forgiare per il proprio diletto. Se Milano punta davvero a diventare una metropoli sempre più europea, dove l'attenzione all'ambiente si declina in un'ottica di equità e giustizia, non è più possibile autorizzare questo brutale intrattenimento.

Quale potrebbe mai essere l'insegnamento impartito ai cittadini più piccoli nel vedere confinati in pochi metri quadri animali come le tigri che in natura - dove sono ormai quasi estinte - percorrono migliaia e migliaia di chilometri? Cosa mai potrebbero imparare nell'osservare come, solo e soltanto a scopo di profitto, esseri senzienti vengono privati della libertà, ingabbiati, derisi, vessati, addestrati (molto spesso, con metodi cruenti) e comunque obbligati a un'esistenza totalmente incompatibile con la loro natura? Se da sola non può cambiare le cose, la città proiettata verso un futuro equo e rispettoso dei più deboli faccia pressione perché nessuno a Milano, così come nel resto d'Italia, debba più vedere un'immagine tanto triste. Nel 2021 tenere in gabbia delle tigri in una periferia cittadina è consentito dalla legge? Allora la legge deve cambiare.

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