rotate-mobile
A Teatro con Giada

Opinioni

A Teatro con Giada

A cura di Giada Giaquinta

“Il gioco dell’amore e del caso” al Teatro Manzoni

Dal 29 gennaio al 17 febbraio sarà in scena una classica "commedia degli equivoci" nello stile gradevole e raffinato del teatro di Marivaux

Il gioco dell’amore e del caso è una classica “commedia degli equivoci” in cui attraverso uno stile gradevole e raffinato, il teatro di Marivaux si sofferma a descrivere le mille sottigliezze dell'amore: al suo sorgere o nelle sue ambigue metamorfosi, nel suo urtarsi con le convenzioni sociali e mondane. Marivaux fa emergere le contraddizioni dei personaggi divisi tra l'essere e l'apparire, la verità e l'inganno e svela le pieghe nascoste del gioco della passione, mostrando l'essenza di una natura umana vacillante, incerta, piena di perplessità e interrogativi.

Nella versione originale Orgone ha una figlia, Silvia, alla quale concede di vestire i panni della sua cameriera, Lisetta, con lo scopo di studiare segretamente i comportamenti del suo futuro sposo, il giovane Dorante. Anche Dorante, però, ha usato lo stesso stratagemma: mascherato da Arlecchino, suo servitore, studierà il comportamento di Silvia. Silvia e Dorante, nei panni dei rispettivi servi, s’innamorano e la stessa cosa accade anche ai due servitori che indossano le vesti dei loro padroni.  L’adattamento e la traduzione di Giuseppe Manfridi realizzano la duplice necessità del regista Maccarinelli di restituire la precisione della lingua e di avvicinare alla nostra sensibilità il conflitto fra classi sociali. La versione italiana ha lavorato molto sull’impasto strutturale che Marivaux affida al suo vocabolario. Marivaux è un grande conoscitore del comportamento umano, i suoi giochi, schermaglie, battibecchi, fra un uomo e una donna, sono ancora oggi credibili.

L'opera sarà in scena dal 29 gennaio al 17 febbraio al Teatro Manzoni con Paolo Briguglia, Antonia Liskova, Francesco Montanari, Fabrizia Sacchi e con Emanuele Salce, Sandro Mabellini, per la regia di Piero Maccarinelli.  Il Settecento è uno sfondo presente, che rimanda alla contemporaneità dove i corpi e le voci dei quattro innamorati amati amanti daranno inizio al gioco accompagnati dalle complici musiche di Antonio Di Pofi e dal disegno luci di Umile Vainieri.

Si parla di

“Il gioco dell’amore e del caso” al Teatro Manzoni

MilanoToday è in caricamento