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Sul luogo dell'antico monastero e chiesa di San Francesco Grande, di fine XIII secolo più volte rimaneggiati e ricchi di grandi tesori artistici come la famosa Vergine delle Rocce di Leonardo, troviamo la caserma dei Veliti (ora caserma Garibaldi...

DSCN0083-2Sul luogo dell’antico monastero e chiesa di San Francesco Grande, di fine XIII secolo più volte rimaneggiati e ricchi di grandi tesori artistici come la famosa Vergine delle Rocce di Leonardo,  troviamo  la caserma dei Veliti (ora caserma Garibaldi); al suo  fianco venne  eretta a partire dal 1921 l’Università Cattolica per iniziativa di padre Agostino Gemelli sull’area del monastero cistercense di Sant’Ambrogio che affianca proprio la basilica, dalla parte del campanile dei Monaci.

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Del convento rimangono cospicui resti, soprattutto i chiostri e l’antico refettorio oggi aula magna e la Ghiacciaia, sistema complesso di edifici per conservare i cibi.  A fianco dell’ingresso attuale dell’università, si accede al chiostro della Canonica di Sant’Ambrogio. La basilica Martyrum, venne costruita da Ambrogio alla fine del IV secolo  sopra una vasta area cimiteriale come gli apparve in sogno (Maria gli indicava le sepolture di Gervasio e Protasio) e divenne subito una chiesa molto importante. Rimaneggiata alla fine del 700 quando venne fondato un monastero benedettino subì altri rifacimenti di impronta romanica. 

Chiesa simbolo del potere, qui venivano incoronati imperatori e re d’Italia e gli arcivescovi; oggi rappresenta un prototipo del romanico lombardo con le colonne bianche sottili a scopo decorativo che sono una caratteristica lombarda. Entrando nel portico si viene accolti dalla famosissima facciata a capanna con elegante loggiato, affiancata dai due campanili dei Monaci e dei Canonici, diversi per altezze e per raffinatezza architettonica.

Molti i tesori racchiusi in questa basilica: dalle testimonianze romane legate a sarcofagi, iscrizioni e mosaici, a quelle carolingie – il famoso altare di Volvinio – così come le testimonianze pittoriche delle cappelle laterali. Tutti questi tesori ne fanno un ricchissimo museo che ben fa comprendere l’importanza di questa basilica, oggi la seconda chiesa più importante della città dopo la Cattedrale. Tappa obbligata anche la cripta con i corpi di Ambrogio, Gervasio e Protasio collocati proprio sotto l’altare maggiore. A pochi passi dalla chiesa troviamo la pusterla costruita nel 1939 riutilizzando materiali originali (XIII secolo).

Spostandoci di poco verso viale Papiniano, troviamo la chiesa di San Vittore al Corpo: venne eretta nell’VIII secolo per venerare i corpi di Vittore e Satiro. Tutto l’insieme sorse sopra un’area caratterizzata da basiliche sepolcrali e dal mausoleo imperiale con un recinto parzialmente visibile dai chiostri del convento, ora Museo della Scienza e della Tecnologia, ma in età napoleonica usato come ospedale militare. La chiesa attuale è frutto del rifacimento della seconda metà del 1500. La chiesa all’interno ha splendidi esempi artistici seicenteschi con Moncalvo, Daniele Crespi e altri chiamati a completare la parte scultorea. Vero gioiello è il coro ligneo decorato con storie di San Benedetto

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