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"Cara Atm, io, disabile, vorrei potermi muovere a Milano senza chiederti il permesso"

Una lettera sulla durissima condizione di chi deve muoversi in carrozzella

Milanodavedere pubblica la lettera di un professore della Statale, Antonio Capoduro, che fa tristemente pensare sulla condizione di chi è in disabilità a Milano e deve muoversi coi mezzi pubblici. 

Cara Atm, ieri, domenica 14 dicembre, a dieci giorni dal Natale, volevo approfittare dei negozi aperti per andare in centro a prendere un regalo per la mia compagna. Ho pensato che il modo più rapido e comodo per arrivarci, fosse prendere la metro. In pochi minuti e senza problemi di parcheggio, sarei arrivato.

Anche perché, in questi weekend pre-natalizi, avete aumentato il numero dei treni, proprio per accogliere tutti noi pendolari dello shopping. Ho commesso però un errore. Quelli come me, non sono liberi di muoversi per la città come vogliono. Noi dobbiamo chiedere informazioni e assicurarci che tutto funzioni. Prima di dare la definizione esatta di chi sono quelli come me, vorrei raccontarti, cara Atm, chi sono io.

Mi chiamo Antonio, sono laureato in Scienze dell'Informazione e lavoro all’Università, per la quale sono responsabile del sito e del Dipartimento di Informatica dell'Università di Milano. Affronto spesso trasferte di lavoro sia in Italia che all'estero e durante le vacanze volo in giro per il mondo. Tiro di scherma e faccio il blogger, ho una fidanzata che vive in Veneto e che vado a trovare, prendendo il treno. Adoro la musica "colta" e la letteratura classica. Sono una persona come tante, con una vita come tante. L'unica differenza è che io sono spastico.

Vivo su una carrozzina e per comunicare devo scrivere. A dirla tutta, cara Atm, non starò nemmeno a perdere tempo cercando di spiegarti che con Expo faremo una figuraccia, perché, egoisticamente, non me ne frega niente delle figure che faremo con gli stranieri. A mio avviso, la cosa grave è che non hai rispetto di me e di tutte le persone che, come me, vorrebbero poter prendere la metro, in un giorno qualsiasi, senza doversi preoccupare di chiederti se possiamo farlo. Volevo chiederti una cosa prima di salutarti. Mi aiuti tu a risolvere il problema di come arrivare in centro con la metro per comprare il regalo alla donna che amo? Grazie e a presto. Antonio

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