Eleonora Dragotto

Opinioni

Eleonora Dragotto

Giornalista MilanoToday

Girare con la pistola non è un fatto accidentale

Dopo i fatti di Voghera, dove un uomo è stato ucciso dal colpo di pistola sparato dall'assessore alla sicurezza, Massimo Adriatici, è in atto l'ennesimo tentativo di normalizzare un comportamento del tutto inaccettabile

Il luogo dell'omicidio a Voghera (foto Ansa)

Ci penseranno gli inquirenti a ricostruire con precisione i fatti che a Voghera hanno portato alla morte di Youns El Bossettaoui, un senza fissa dimora marocchino di 39 anni, che è spirato in ospedale dopo essere rimasto ferito dal colpo di pistola esploso dall'assessore alla sicurezza della cittadina Massimo Adriatici (Lega). Nel frattempo, però, urge dirlo una volta per tutte, da questa vicenda emerge un enorme paradosso. Un uomo delle istituzioni girava per la città armato. Un politico che avrebbe dovuto riporre la propria fiducia nelle forze dell'ordine era preparato a fare da sé. Lo sparo potrebbe anche essere partito accidentalmente, come sostiene Adriatici, ma se il colpo è potuto esplodere è perché una pistola - con tanto di proiettile in canna - si trovava pronta a essere usata alla bisogna.

Tra chi si è detto sconcertato dalla dinamica di questo tragico episodio, la metafora del Far West è stata quella più utilizzata, tanto più che Adriatici nella cittadina era soprannominato 'lo sceriffo'. Ma riflettendo su questo omicidio in piazza, salta alla mente un altro contesto, meno cinematografico e più contemporaneo: quello delle stragi nelle scuole americane. Fenomeni così frequenti che viene utilizzato il termine specifico, 'mass shootings' per definirle. I lobbisti delle armi possono elencare all'infinito le loro pseudo argomentazioni, i numeri però parlano chiaro: queste tragedie si verificano proprio dove è più facile accedere alla proprietà di armi da fuoco. E non è un caso se negli Stati Uniti se ne contano 120,5 ogni 100 abitanti. Proprio per questo occorre mettere subito uno stop all'ennesimo tentativo di normalizzare la violenza. Per dei normali cittadini, e ancor di più per degli uomini che dovrebbero rappresentare le istituzioni, girare armati è un comportamento inaccettabile. 

Saranno i giudici a decidere se quello di Adriatici è stato davvero un eccesso colposo di legittima difesa nei confronti di un senzatetto che sembra fosse completamente ubriaco e, sicuramente, disarmato. Certo è che i titoli dell'assessore, noto avvocato penalista ed ex funzionario di polizia, non fanno che rendere ancor più grave il suo aggirarsi per Voghera con una pistola in tasca. E altrettanto certo è che il fatto di avere dei precedenti penali non rende la vittima, El Bossettaoui, un morto di serie B. Per questo sconcerta (ma purtroppo non stupisce, avvezzi come si è al suo stile) il video messaggio con cui il leader della Lega Matteo Salvini definisce l'assessore "una persona per bene" (anche se in città c'è chi, come il coordinatore della Buona Destra Gianpietro Santamaria, lo descrive invece come "un prepotente con gli ultimi") contrapponendolo al 39enne morto, il quale viene prontamente definito come una persona violenta, già nota alle forze dell'ordine, e rea, addirittura (avverbio che enfatizza con la voce, manco si trattasse di un triplice omicidio) di "atti osceni in luogo pubblico".

"Come estrema ratio di fronte a un'aggressione, la difesa è sempre legittima", afferma Salvini. Ma la legge, a dire il vero, dice un'altra cosa: "non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa". La difesa, dunque, non è sempre è legittima, al contrario di quanto afferma il leader leghista, ma si può considerare tale solo se proporzionata all'offesa. Giusto è che Adriatici sia processato in tribunale e non sui giornali o in televisione. Che questa terribile vicenda venga utilizzata per normalizzare la violenza però è intollerabile. Che si possa girare per le città armati come se nulla fosse, anche. A meno che l'Italia non aspiri ad essere il prossimo Paese candidato ad avere i propri 'mass shooting' nazionali.

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