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Sabato, 27 Novembre 2021

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Redazione MilanoToday

E il 1 maggio….Milano lavorerà!

E dopo il 25 aprile arriva il 1 maggio e Milano che fa? Autorizza l'apertura straordinaria dei negozi. Una delle solite pessime idee per "onorare" questa festa e sfruttare i giovani precari…

E dopo il 25 aprile, Milano si prepara a festeggiare il 1 maggio: la Festa dei Lavoratori. Questa giornata, festeggiata in quasi tutto il mondo, celebra le conquiste dei lavoratori: la giornata di otto ore, il giorno di riposo, la paga oraria minima...Ma questo lo sappiamo tutti da un pezzo…

E' notizia di oggi invece che il Comune di Milano ha autorizzato proprio per il 1 maggio l'apertura straordinaria degli esercizi commerciali. E così anche durante la Festa dei Lavoratori, qualcuno dovrà lavorare.

I commercianti, almeno per quanto sono riuscita a vedere stasera al tg regionale, non sono del tutto convinti ma nemmeno contrari all'iniziativa: alcuni terrebbero aperto se avessero un negozio in centro, altri terranno chiuso e altri ancora si atterranno alle decisioni prese dalla loro associazione di quartiere.

I sindacati, seguendo l'ordine naturale delle cose, sono contrari all'iniziativa. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, infatti, proprio in questo momento di crisi economica e di forte disoccupazione sarebbe il caso di onorare questa festa.

Non so se sorprenderò qualcuno con questa mia uscita "liberista", ma sono assolutamente d'accordo con l'apertura totalmente libera per gli esercizi commerciali famigliari o per quelli in cui il "commesso" è il padrone del negozio. In questo modo, se il negoziante decide di rimanere aperto, a lavorare sarà lui; se deciderà invece di chiudere, lo farà mettendo anche eventualmente in conto l'ipotetico guadagno perso.

Il problema si pone invece nella grandi catene e nella grande distribuzione, dove sappiamo benissimo che la precarietà regna sovrana e dove i commessi sono dei dipendenti soggetti a turni di lavoro. Non credo che nessun responsabile di un negozio negherebbe un 1 maggio di ferie ad un lavoratore, ma poi che conseguenze avrebbe questa cosa? Siamo sicuri che non ci sia una sorta di "ricatto" nei confronti del dipendente? Non è che la prossima volta che si va a firmare il contratto a progetto, quel giorno di ferie peserà negativamente?

Tutte domande lecite in questo mondo di ex 68ini e Indiani Metropolitani che ora assumono i loro figli o i figli dei loro amici a progetto...

Nel frattempo...Buona città!


S.

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