Mercoledì, 16 Giugno 2021

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Redazione MilanoToday

Fini a Mirabello: il requiem definitivo del Pd

Il discorso di Fini a Mirabello è il requiem definitivo di Bersani e soci: una opposizione (il Pd) che si fa battere nella pesantezza delle critiche da uno che fino a ieri ha approvato a Berlusconi qualsiasi legge ad personam e ad aziendam. Speriamo che la legislatura tiri ancora avanti a fatica... Gianfry mette i bastoni tra le ruote a Berlusconi come nessuno fino ad ora! Amen

Lo so che questo dovrebbe essere un blog "locale", ma per una volta ho deciso di fare un'eccezione e offrirvi una serie di pensieri che ho fatto dopo aver sentito Gianfranco Fini parlare a Mirabello questa domenica. Come sempre, sarà molto contenta se qualcuno vuole partecipare, contribuendo con le sue osservazioni sul discorso qui sotto.

Cominciamo col dire che non sono una fan di Gianfranco Fini ne del suo passato "antico" ne di quello "recente" (per intenderci pre e post Fiuggi), ma cavolo quando l'ho sentito parlare domenica ho pensato per un momento "forse forse lo potrei anche votare". Non vi preoccupate è stato un momento e poi il pensiero è svanito così come si è materializzato, ma non si può non notare che negli ultimi 6 mesi, Fini ha messo in crisi il sistema berlusconiano come nessuno mai prima d'ora.

Il presidente della Camera ci ha dato giù pesante domenica dando del lacche a Ghedini e criticando pesantemente le sue leggi in materia di giustizia e salva-premier, ha affondato il coltello contro i suoi colonnelli voltagabbana e ha sottolineato che un grande partito liberale di stampo europeo non può non contemplare il dialogo e vivere solo dei desiderata del suo capo assoluto (ovvero di Silvio). Da come gli tremavano le mani a fine discorso, secondo me neanche Fini ci ha creduto fino in fondo di aver pronunciato quelle parole così dure…

Attenzione il merito "dell'impresa Mirabello" non è di Fini, che fino a ieri ha votato le leggi vergogna (ad personam e ad aziendam) del premier e che ancora una volta ha confermato domenica la sua permanenza a destra, ma della scarsa (per usare un eufemismo) opposizione offerta dal Partito Democratico.

Un Pd che mentre Gianfry (lo chiameremo amichevolmente così, perché ormai è più "compagno" lui di Bersani) faceva le pulci a Berlusconi sulla questione morale e negava l'identità "storica e geografica della Padania", invitava il presidente del Senato Schifani (indagato per mafia) alla sua festa torinese come relatore. Il tutto per poi chiamare i contestatori degli "squadristi" credo e arrivare addirittura alle mani con parte della sua base che forse Schifani alla propria festa non lo voleva. Perché qualcuno nel Pd, almeno alla base, ancora ragiona!

Un Partito Democratico che passa la vita a cercare di "allargare la base" proponendo impensabili alleanze al centro con Casini e magari con il nuovo battitore libero Gianfry (per risplendere anche un poco della sua luce riflessa), invece di cercare di dare vita ad un grande partito di sinistra magari anche moderato e andarsi a cercare gli alleati dalla parte opposta di dove va ora: questo anche e nonostante i sondaggi diano molto ben quotato Niki Vendola, leader di Sinistra e Libertà che in Puglia ha umiliato d'Alema nel suo feudo elettorale. Ormai la politica è una questione di sondaggi e per la miseria, Berlusconi li segue come fossero degli oracoli e lui non sbaglia un colpo da 20 anni!

Un Pd, non lo dimentichiamo (per tornare un poco nella sfera local) che plaude a Milano la candidatura alle primarie di un architetto, Stefano Boeri, che fino a due settimane prima faceva parte dei collaboratori della Moratti e che è stato un dei maggiori consiglieri dell'immobiliarista Ligresti. Pure la Moratti ha riso della candidatura dicendo: "adesso non potranno certo dire che non mi scelgo bene i collaboratori"..Eh no cavolo, certo che non lo potranno dire!

Perché dico questo, perché il Partito Democratico mi fa incazzare, perché d'Alema e Bersani mi provocano un travaso di bile quando passano le ultime due settimane a parlare di modello elettorale invece che affondare il coltello nella più grande crisi che Berlusconi abbia mai attraversato (ripeto: non provocata certo dalla loro "strenua" opposizione").

Gianfranco Fini questa sera è stato al Tg di La7 (ospite del neo direttore Enrico Mentana), unico telegiornale mainstream ad aver mandato in diretta il suo discorso, ribadendo di essere "Presidente della Camera fino alla fine della legislatura" (anche perché se Silvio e Bossi non ci stanno, l'unico che può farlo sloggiare è Napoletano e non certo loro!). Speriamo che la legislatura sia ancora lunga, perché uno spettacolo come quello che mi ha offerto Gianfry negli ultimi mesi…il Pd non me lo regalerà mai! Amen

Nel frattempo…Buona città!
S.

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