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Martedì, 7 Dicembre 2021

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Redazione MilanoToday

Il tempo delle mele (marce)

Indagato per corruzione l’ex assessore Ponzoni: avrebbe preso mazzette dai mafiosi. Prima di lui una sfilza di altri politici locali. Forse la scusa della mela marcia che rovina l’albero comincia a non poter andare più bene…

E' notizia fresca di ieri: l’ex assessore regionale all’Ambiente Massimo Ponzoni, ora segretario del consiglio regionale, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione. Secondo i pubblici ministeri che conducono l’inchiesta, Ponzoni avrebbe preso una tangente da 250mila euro, per “oliare gli ingranaggi” e favorire l’approvazione di una variante al piano regolatore di Desio. La mazzetta, l’avrebbe presa da persone riconducibili alla criminalità organizzata (‘ndrangheta per essere precisi, ma si sa a Milano “la mafia non esiste”, vero prefetto?).

Sempre la stessa storia direte voi! A Milano e in Lombardia di recente c’è stata una sfilza di politici “allacciati” per corruzione: l’ex assessore di Pavia Gariboldi (moglie di Abelli del Pdl), il mitico Piergianni Prosperini e poi Milko Pennisi, beccato a farsi passare la mazzetta in Piazza San Fedele manco fossero i ruggenti anni 80. Poi ovviamente questi hanno patteggiato tutti!

Il segretario ha prontamente smentito le accuse questa mattina dalle pagine de Il Giornale e si è detto anche disposto ad essere sentito dai magistrati, per provare l’infondatezza della accuse. Io non sono certo qui a fare il lavoro dei magistrati, ma vi dico esattamente che cosa succederà ora.

Per prima cosa tutta la maggioranza farà quadrato intorno al suo ex assessore e criticherà l’opposizione che ne chiede già oggi le dimissioni, dicendo che “uno è innocente fino a prova contraria” o che “le indagini e i processi non si fanno sui giornali”. Non ci dimentichiamo che l’ex presidente francese Villepin, accusato di falsa denuncia, ha abbandonato la politica per tutto il tempo del processo per poi tornarvici una volta scagionato.

Se le cose si metteranno male poi, sarà il momento della scusa della “mela marcia”: come è successo a livello nazionale per Scajola (ex coordinatore nazionale del Pdl, mica il primo venuto), se la situazione diventa scottante si scarica il colpevole di turno per poi disconoscerlo completamente e bollarlo come “uno e solo”.

Tutte queste mele marce cominciano a puzzare di raccolto interamente marcio. Forse occorrerebbe una serie riflessione sulla politica italiana e sul fatto che ormai sia diventata il mezzo per ampliare il proprio potere e la propria azione personale per un tornaconto per se stessi o per i propri amici.

E voi cosa ne pensate?

Nel frattempo…Buona Città!
S.
 

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